 |
ANNO:
1981
REGIA: Lucio Fulci
SCENEGGIATURA: Lucio Fulci, Dardano Sacchetti,
Giorgio Mariuzzo
MUSICHE:Alexander Blonksteiner, Walter Rizzati
CAST: Paolo Malco, Catriona MacColl, Giovanni
Frezza, Giovanni De Nava, Dagmar Lassander,
Ania Pieroni, Carlo De Mejo Silvia Collatina,
Ranieri Ferrara, Elmer Johnsson, John Olson,
Teresa Rossi Passante, Gianpaolo Saccarola.
|
Voto: 7,5/10
TRAMA: Norman Boyle (Paolo Malco) è uno
scienziato di New York che ha appena ricevuto
un doppio incarico dalla sua università:
deve trasferirsi nel New England, per proseguire
le ricerche che stava compiendo il suo “maestro”.
Ahimè l'egregio professore si è
impiccato, non dopo aver accoltellato a morte
la propria amante, perciò Norman ha l'ordine
di indagare anche sulle cause che hanno portato
a questo folle gesto.
Il Dr. Norman Boyle decide di
portare con se la mogliettina Lucy (l'isterica
Catriona MacColl..record di tre film girati con
Lucio Fulci nel giro di un anno) e il loro figlio
Bob (Giovanni Frezza), un bambino con il faccione
bianco, i capelli ariani e gli occhi color acqua
(o se preferite, color Frodo Baggins).
L'allegra famigliola soggiornerà
nella spettrale casa che è stata di chi
li ha preceduti..ma che è anche stata,
nel 1800, la dimora del malefico Dottor Freudstein:
un chirurgo cacciato dall'ordine dei medici perché
faceva orrendi esperimenti sulle persone (Rob
Zombie copione che non sei altro!).
La villetta è circondata
da un boschetto spettrale (come al solito è
autunno), e nel giardino vi è un piccolo
e vecchio cimitero. Gli interni sono tristi, antichi,
“odorano di morte e sangue”, la cantina
è sigillata e nel salotto giace una lapide
(nascosta da un tappeto).
Ai Boyle si uniranno ben presto
i classici personaggi misteriosi Fulciani, quelli
che a lui piaceva chiamare “gli elementi
estranei e inquietanti”.
C'è May, una bambina bionda-lentigginosa
che gira sempre con la sua bambola gigante. May
vive con una anziana signora che non viene mai
inquadrata in viso, ed è una bambina fuori
dal comune: ha il potere di apparire/sparire dove
e quando meno ve lo aspettate, prevede gli omicidi,
è telepatica e solo Bob la può vedere...sarà
reale oppure no?
E c'è Ann (Ania Pieroni),
assegnata alla famiglia Boyle come baby-sitter
e cameriera. Ann è ambigua e inquietante,
difficilmente risponde alle domande e i suoi occhi
guardano sempre in tutte le direzioni, come spaventati.
Una notte Ann verrà "beccata"
mentre cerca di aprire la cantina sigillata; dopo
un omicidio la troveremo invece a pulire il sangue
dal pavimento, come se nulla fosse...nasconde
qualcosa o è soltanto una ragazza stramba?
Si intuisce subito che nella
villa i Boyle non sono soli: c'è una misteriosa
presenza che si aggira al buio, che fa confusione
in cantina e che uccide chiunque si avvicini,
senza nessuna pietà….il Dr. Freudstein!
Come finirà? Si salverà
qualcuno? Perché Freudstein è ancora
vivo e perché uccide? Chi è May?
COMMENTO: Lucio Fulci era un
vero fenomeno nel creare dei piccoli capolavori
da trame scontate e bilanci ridotti all'osso.
Basta vedere i tre film realizzati fra l’80
e l’81 per rendersi conto che molti attori
sono costantemente presenti. Forse è per
questo che lo chiamavano l’artigiano…perché
partendo con del materiale grezzo poteva dare
forma a piccoli oggetti pregiati. “Quella
Villa Accanto al Cimitero” non fa eccezione.
Da molti questa pellicola è
considerata il masterpiece di Fulci, per altri
invece si tratta di un film sottotono rispetto
alla media del buon Lucio. Tutti sono però
concordi nel considerare “Quella Villa Accanto
al Cimitero” un film cult horror, un must
per ogni appassionato (e potrei continuare con
un sacco di termini esotici…ho il dizionario
a portata di mano!).
Per una volta il regista romano
calca meno la mano nella direzione degli effetti
splatter, affidati come sempre al mitico De Rossi,
scegliendo piuttosto di incutere nello spettatore
ansia e tensione. È una scelta rischiosa
e difficile da adempiere, ma a mio parere Fulci
ci riesce abbastanza bene, ricorrendo a qualche
stratagemma azzeccato (per esempio la scena in
cui il bambino è tenuto schiacciato contro
una porta, mentre il padre dall'altra parte cerca
di aprirsi un varco con l'ascia), ma anche grazie
all'aiuto di una angosciante fotografia, molto
triste e oscura, e di una colonna sonora ispirata:
sono pochi brani, ma nell'insieme compongono una
cascata di note da brividi!
Attenzione! Ho detto che è
stata calcata meno la mano nella direzione degli
effetti splatter, non ho detto che i fiotti di
sangue, tanto apprezzati dai fan di Fulci, siano
“non pervenuti”! Decapitazioni, un
paio di gole tagliate e accoltellamenti (di cui
uno fantastico in cui il pugnale attraversa la
testa dalla nuca alla bocca) rispondono “presente!”
all’appello.
Il finale è un finale
da Lucio Fulci, di quelli che ti lasciano in preda
a dubbi e interrogativi. Ovviamente non è
un lieto fine, non potrebbe mai esserlo e lo spettatore
ne prende coscienza a poco a poco durante la visione
del film. Secondo il mio modesto parere si tratta
di un finale “libero”, che si presta
all’interpretazione di ogni spettatore (come
spesso capita nei film di Fulci).
Chi fosse curioso di conoscere
l’interpretazione da me colta nel finale,
può continuare a leggere. Invito invece
tutti gli altri (chi non vuole sapere il finale,
chi non è interessato ai miei pensieri
sul finale, chi si è stufato..) a fermarsi
qui.
(ATTENZIONE FINALE IN ARRIVO! STOP!)
Il Dr. Freudstein si è
ridotto a un essere orrendo e sfigurato, i suoi
organi sono in decomposizione e vermi gli escono
dalle ferite. Vive nella propria cantina, in attesa
di vittime sacrificali, che egli utilizza allo
scopo di rigenerarsi per vivere in eterno. I suoi
preferiti sono i bambini, poiché più
le vittime sono giovani e più Freudstein
si rigenera con successo. Questo fatto lo si intuisce
facilmente dal fatto che questo “mostro”
non emette nessun ringhio o alcun muggito zombiesco
da oltretomba come è d’ordinanza
in questo tipo di film. La sua “voce”
consiste invece nel pianto sovrapposto di diversi
bambini. Una trovata davvero inquietante!
Uno dopo l'altro i Boyle e gli
altri personaggi principali cadranno vittima delle
mani assassine di Freudstein, nella buia cantina
della villetta. Solo il piccolo Bob si salva,
grazie all'intervento di May. Ormai è chiaro
che la ragazzina è un fantasma, condannata
a vivere in eterno nei dintorni nella villa, come
in un limbo. May abita in una casetta con sua
madre (l’anziana donna che per tutto il
film Fulci non aveva inquadrato in viso per non
farcela riconoscere): si tratta di Mary Freudstein,
la moglie defunta del folle chirurgo. In virtù
dei suoi poteri speciali, Bob è stato risparmiato
e adottato dalle due presenze, ma anche perché
è stato preso in simpatia dalla piccola
May. Il film si chiude proprio con queste tre
figure, che si allontanano dalla Villa, mentre
Freudstein ci saluta con il suo particolare “pianto”.
Non preoccupatevi per il folle
chirurgo-decomposto! Come dice Mary Freudstein
sui titoli di coda: “Altre vittime verranno…..”
Vorrei concludere questa mia
recensione alla stessa maniera in cui Lucio Fulci
ha terminato il suo film (sono modesto eh?). Con
una citazione dello scrittore americano Henry
James (1843 - 1916) che a mio parere si sposa
benissimo con questa storia.
"No one will ever know whether
children are monsters or monsters are children."
Daniele Del Frate 09-12-2004
SCRIVI PER OCCHIROSSI.IT
|