film e libri horror

L'ESORCISTA

locandinaRegia: William Friedkin
Sceneggiatura: William Peter Blatty (tratto dal suo romanzo omonimo)
Attori: Ellen Burstyn, Max Von Sydow, Linda Blair
Produzione: U.S.A. 1973
Durata: 121'
Note: Vietato ai Minori di anni 14

Voto: 10/10

Perché un film del 1973 ancora oggi è considerato uno dei film più spaventosi della storia del cinema? Perché nonostante l'evoluzione tecnica con cui oggi vengono realizzati gli horror, film obsoleti ormai dal punto di vista tecnico sanno sempre terrorizzare ogni volta? Bè diciamolo subito, gli zombi, i mostri, i fiumi si sangue non spaventano più nessuno, sono considerati horror ma in realtà sono solo delle storielle semicomiche che fanno ridere i ragazzini moderni che pare non si spaventino più di nulla.

Quando uscì il film, il mondo pare si fosse vestito dello stesso abito del demonio, il pubblico non era ancora pronto per scene simili, troppo forti, troppo blasfeme, il film ebbe un grande successo, code lunghissime fuori dai cinema e ambulanze ad attendere gli svenimenti delle fanciulle impressionabili. Nel 2000 esce la versione integrale del film, con l'aggiunta di 11 minuti di scene tagliate dal regista ai tempi; gli undici minuti furono un grande richiamo commerciale per il film, anche per coloro che lo videro 27 anni prima, se già l'originale fu spaventoso non si poteva mai immaginare cosa ci fosse di così mostruoso in quegli 11 minuti.

In effetti il film non acquista e non perde niente rispetto all'originale, un rimasterizzazione sonora che fa rimbombare le urla demoniache, la pulitura della pellicola e la famosa aggiunta che a detta dei critici fu introdotta per rendere ancora più profonda la sfera spirituale della storia. In realtà di spirituale in più non ho visto molto, semmai non può essere passata inosservata la scena forse più terrificante della nuova versione, la "spider walk", ovvero la discesa per le scale all'indietro della piccola Regan, tagliata ai tempi per problemi anche tecnici dato che erano visibili i fili che tenevano la controfigura della ragazza giù per le scale.

La storia de "L'esorcista" , tratta dal racconto di William Peter Blatty, è nota a tutti, Regan è una ragazzina dodicenne che vive con la madre attrice e i domestici nella piccola cittadina di Georgetown, nei pressi di Washington; come un fulmine a ciel sereno e senza preavvisi, la piccola Regan inizia a manifestare strani sintomi inspiegabili sia per la madre che per i tanti medici che nonostante visite su visite non riusciranno mai a dare soluzione al malessere della ragazzina. I sintomi col tempo iniziano ad essere sempre più evidenti, la stanza di Regan diventa la camera degli orrori, il letto che sobbalza, la piccola col volto trasformato che inizia a parlare una lingua sconosciuta con una voce mai sentita prima pronunciando talvolta anche parole oscene e scagliandosi contro tutti e tutto. Disperata la madre di Regan decide un'ultima soluzione, quella dell'esorcismo, affidandosi a padre Karras e padre Merrin.

Cos'è che fa paura ne "L'esorcista"?
Di certo non è il vomito verde di Regan posseduta che fece terrorizzare milioni di spettatori, ma è il trovarsi di fronte l'ignoto, di fronte l'inspiegabile.
Ciò che accade alla ragazzina, un animo innocente in fondo, è sconvolgente proprio perché non ha logiche basi razionali e se poi si pensa che la storia prese spunto da un fatto simile accaduto realmente nel Maryland (e chissà in quante altre parti del mondo) il tutto diventa ancora più spaventoso.
Il film è "vero", non inventa nulla purtroppo, l'eterno scontro tra il bene e il male prende qui i toni di una vera guerra di spiriti, altro che armi!
il film fa ben presente che vi sono cose che vanno oltre il terreno e per questo ci si trova impotenti nella lotta, la madre di Regan, una donna che della religione non ha mai avuto una buona considerazione è costretta a rivolgersi alla fede che non ha, rivolgersi alla speranza che in quel momento solo la chiesa può darle.

La lavorazione del film fu molto complicata, il regista allora giovane William Friedkin e lo sceneggiatore William Blatty ebbero non pochi contrasti durante la lavorazione, Friedkin tagliava molte scene che per Blatty invece erano fondamentali per dare il senso del terribile al film. Il regista inoltre pare stressasse all'inverosimile i suoi attori, pare che Ellen Burstyn, nella, non facile parte, della madre di Regan, ebbe quasi un esaurimento nervoso durante le riprese.
Intorno al film sorsero storie a dir poco leggendarie, tragedie accadute agli attori del film, il successo della giovane Linda Blair che fu additata da molti come un ragazzina davvero indemoniata, tagliata fuori anche dalla cerimonia degli Oscar per questo motivo. Ovviamente non era vero niente tanto che la casa di produzione Warner cercò sempre di riabilitare la sua immagine con feste e pubblicità che mettesse in risalto la ragazzina in quanto tale allontanandola dal ruolo di Regan, ben presto però anche la Warner smise di andar dietro la ragazza che nel frattempo cresceva e non riusciva più a trovare occasione per recitare. La sua immagine era troppo legata a "L'esorcista", tanto che le fu proposto di interpretare anche il sequel che fu un fallimento. Da allora la Blair si perse nei meandri di filmetti di serie B…

La straordinaria interpretazione di Ellen Burstyn rimane memorabile, la nevrosi è nei suoi gesti e nei suoi occhi. Soffre in maniera disumana nell'impossibilità di aiutare la figlia ridotta ad un mostro che inveisce contro di lei, contro Dio procurandosi ferite su tutto il corpo. Se Regan cambia il suo volto mediante trucchi elaboratissimi, la donna cambia il suo volto nel corso del film in modo così naturale da impressionare davvero.
Buona anche l'interpretazione di Jason Miller, padre Karras, un prete la cui fede vacilla, attanagliato dai mille problemi e dai sensi di colpa per aver abbandonato la madre lasciandola morire da sola. Il suo volto è cupo, triste, si immolerà per la fede che lo sta abbandonando e il demonio, si sa, colpisce i deboli. Accanto a Miller un grande Max von Sydow, l'esorcista del titolo, un uomo che nella sua vita ne ha viste fin troppe; egli si trova in Iraq quando sente che il male sta per arrivare sotto strane forme.

Il film si avvale di molti messaggi subliminali di tipo visivo, scene introdotte non proprio per caso per alcuni istanti, scene che non hanno una pronta spiegazione ma che si fissano nella mente. Capitan Howdy, il personaggio con cui Regan giocava, appare con sembianze demoniache tra una scena e un'altra soprattutto durante i momenti dell'esorcismo quasi a prendersi gioco dei protagonisti e dello spettatore.

I tempi cambiano e bimbi crescono, se fate vedere il film ad un gruppo di ragazzini sentirete grasse risate, risate nel vedere la testa capovolta di Regan e la sua bava verde. Nonostante io non sia una persona facilmente impressionabile posso garantire che dopo aver visto la versione integrale del film ho sentito delle vocine per più di una notte...
Il tema del demoniaco e della possessione mi spaventa, è una cosa che non riesco a spiegare e per questo il film mi terrorizza ogni volta che lo rivedo. Esagero? Mah, forse si ma sul fatto che l'uomo abbia paura di ciò che non conosce temo di aver ragione.
Il film nella versione originale vinse 2 Oscar oltre alle molte altre candidature.
Il film rimane un cult, non si può prescindere da "L'esorcista" se si ama il cinema horror. Non sarà perfetto tecnicamente ma lo è nell'intento di scuotere le menti e di provocare la paura che oramai al cinema non si prova più, basta solo ascoltare quella musichetta così perversa...

Aantea (ciao.it) il 15.11.2004

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