Regia: John Carpenter"Malocchio e gatti neri,
malefici misteri.
Il grido di un bambino bruciato nel camino.
Nell' occhio di una strega il diavolo si annega,
e spunta fuori l'ombra, l' ombra di una strega.
Nella vigilia di Ognissanti c'han paura tutti
quanti.
E' la notte delle streghe, chi non paga presto
piange!"
Il film apre i battenti con questa
macabra filastrocca, intonata a gran voce da un
coro di bambini.
Siamo ad Haddonfield, una tranquilla cittadina
dello Stato dell' Illinois, durante la notte delle
Streghe, la notte di Halloween del 1963, il giorno
in cui tutti i demoni tornano sulla Terra portando
paura e terrore.
In una villetta due giovani ragazzi si intrattengono
con "intime effusioni". Ma non sono
soli... Ad un certo punto Michael Myers, il
fratellino di sei anni della ragazza, senza una
ragione apparente, impugna un grosso coltello
da cucina e li fa fuori senza pietà. Così
viene rinchiuso in un manicomio.
Stesso luogo, 15 anni dopo:
il Dottor Sam Loomis, che ha avuto in analisi
Michael per tutti questi anni, ha ormai compreso
quale sia la triste situazione. Il ragazzo non
è umano, in lui non è presente nulla,
se non la vera essenza del male. Si reca così
verso il manicomio in compagnia di un'infermiera,
per portarlo ad un processo che potrebbe condannarlo
a vita, come egli stesso spera.
Ma arrivati di fronte all' ingresso principale
dell' ospedale, scopre che il ragazzo è
riuscito ad uscire, infatti li assale e fugge
con la loro auto.
Michael decide di tornare nel suo luogo di infanzia
a mietere vittime, e quale miglior giorno dell'
anno scegliere se non quello più terrificante
come la notte di Halloween?
Comincia così a pedinare una giovane donna,
Laurie, la classica ragazza della porta accanto,
acqua e sapone, timida ed introversa, studentessa
di giorno e baby sitter di notte.
Dopo un po' lei però inizia a capire
che qualcuno la sta seguendo. Infatti ritrova
sempre lo stesso uomo coperto da una maschera,
in strada, a scuola e nel suo giardino. Nonostante
racconti le sue paure alle sue due amiche del
cuore, nessuno vuole crederle, dando la colpa
al fatto che possa trattarsi di semplice suggestione
dovuto al clima che questo giorno festivo comporta.
Durante la notte, Laurie si reca a casa di un
bambino per accudirlo e, da allora, hanno inizio
i guai: le sue amiche ed i loro ragazzi verranno
brutalmente trucidati, finché l'assassino
non arriverà a cercare l' ultima vittima
designata, proprio lei!
Questo film rappresenta un vera
e propria pietra miliare del cinema horror per
teen agers. Girato nel 1978, sarà il precursore
di una lunga serie di opere di gran successo quali
"Venerdi 13", "La casa", ecc, che impiegheranno
il medesimo format: l' innocenza perennemente
perseguitata dal male personificato.
Questa volta, a simboleggiare il ruolo del "bene",
è stata scelta la figura "buona"
per eccellenza, ovvero quella della baby sitter,
che tutti i bambini di questo mondo conoscono.
Inoltre, l'ambientazione della storia durante
la notte più terrificante dell' anno ha
contribuito sostanzialmente a rendere il film
ancor più inquietante, un tocco in più
per garantire "attimi di ordinaria paura".
Anche la colonna sonora ha una fondamentale importanza:
dall'inizio alla fine lo spettatore è accompagnato
da questo incessante motivetto in tempo 5/4 che
puntualmente incalza ogni qualvolta si voglia
preannunciare quello che di più sconcertante
possa accadere in questi film, un omicidio.
Senza alcuna presenza di effetti speciali, si
rende la realtà che circonda, molto più
veritiera, la fotografia dunque è davvero
superba.
C'è un' atmosfera da brivido nella tecnica
delle riprese. Anche quando le scene si svolgono
all'aperto nella soleggiata cittadina, qualcosa
di sinistro si cela nell'aria.
Di notte invece, nelle scene al chiuso, per creare
un tono davvero inquietante, è stato scelto
di utilizzare una luce di fondo color blu (effetto
che si riscontrerà in molti horror successivi
a questo). Il buio è l' elemento preponderante
nel film, poiché garantisce maggior contrasto
tra l'oscurità della notte e la maschera
biancastra dell'assassino, che compare all'improvviso,
tenuta nascosta sempre in secondo piano.
Anche i personaggi sono molto credibili, ognuno
dotato di una particolare personalità del
tutto conforme alla storia:
- Laurie Strode (Jamie Lee Curtis): è colei
che simboleggia l' essenza dell' ingenuità
e della purezza, la classica ragazza vergine presa
di mira dal cattivo, ma che ad un certo punto
riesce a trovare un magnifico coraggio per ribellarsi
a lui e quindi a sfuggire alle sue grinfie, divenendo
in tal modo una vera "Paladina" del
bene. Fin dall' inizio si scopre subito la sua
natura fragile, come un petalo di rosa, molto
introversa e profonda, non riesce ad instaurare
solidi rapporti con i suoi coetanei, preferendo
restare nell' ombra e mai al centro dell' attenzione;
- Annie (Nancy Loomis): è l' amica di Laurie,
che al contrario di quest' ultima è un'
adolescente un po' oca, superficiale ed
acida, che dà solo importanza a cose futili
come il ballo della scuola e i vestiti da mettere,
sicuramente il solito personaggio da far fuori
a metà fim secondo i canoni;
- Sam Loomis (Donald Pleseance): è il dottore
che ha in cura Michael, ed il suo "castigatore".
Il suo personaggio richiama alla mente il prete
de "L'esorcista", intento a voler ad
ogni costo debellare la società dal male.
Egli è l' unica persona ad aver compreso
fino in fondo con che genere di assassino abbiamo
a che fare. Infatti è molto significativa
la scena nella quale lui discute con uno sceriffo
sulla enigmatica identità di Michael:
"L' ho incontrato 15 anni
fa, era come svuotato, non capiva, non aveva coscienza
e, soprattutto, non riusciva più a sentire
né la gioia né il dolore, né
male né bene, né caldo né
freddo. Avevo di fronte questo ragazzino di sei
anni con una faccia pallida, bianca, spenta...
e gli occhi neri, gli occhi del diavolo... Per
8 anni ho tentato di riportarlo fra noi, ma per
altri 7 l'ho tenuto nascosto, perché mi
rendevo sempre più conto che dietro quegli
occhi viveva e cresceva il male!"
- Michael Myers quindi è
più di un semplice assassino, è
un uragano soprannaturale e, senza un passato
ben definito, non si comprendono bene le ragioni
che lo spingono ad uccidere, è presentato
più in una luce leggendaria, una sorta
di uomo-demone.
La maschera che veste annulla i suoi lineamenti,
per renderlo ancora più misterioso ed indecifrabile,
trasformandolo in un' arrestabile forza del
male, che opera sempre in continuo silenzio... Toccante
è una scena in cui egli accoltella un ragazzo
bloccandolo ad un frigorifero e ad un certo punto
inclina la testa quasi come per volerlo studiare,
come se non capisse fino in fondo la realtà
dell' accaduto.
Emblematica è invece la scena finale, nella quale, dopo lo scontro con la Baby sitter, quando ormai sembra essere morto, il suo corpo non viene ritrovato, il che vuol dire che il male non si può uccidere, ma anche che si apre involontariamente una porta verso un seguito, come infatti avverrà subito dopo. Parecchi sequels vedranno Michael tornare più crudele che mai, dove spesso incontrerà nuovamente la sfortunata Laurie, che puntualmente riuscirà a sfuggirgli. In "Halloween VII, 20 anni dopo", tuttavia assistiamo ad un rovescio della medaglia: abbandonate le vesti della timida ed impacciata liceale, Laurie è ormai una donna matura, intenzionata a tutti i costi a dare la caccia al suo eterno persecutore, stanca di scappare da tutta la vita, decide di affrontare le sue paure e di volerlo quindi eliminare.
Curiosità
- Il nome del personaggio di
Sam Loomis è lo stesso scelto da Hitchcock di colui che interpretava il ragazzo di Janeth
Leigh in "Psycho".
- Janeth Leigh è la madre di Jamie Lee
Curtis.
- Il film è stato girato in soli 20 giorni
e con a disposizione un budget di 300.000 dollari,
incassando ben oltre 50 milioni di dollari.
- Conoscendo l'adorazione di Carpenter da parte
di un altro grande regista, Wes Craven, non è
un caso che uno dei personaggi in "Scream"
si chiami Loomis e in una delle scene finali
vengano trasmesse delle scene di questo film mentre
l'uomo mascherato in Scream compie i suoi ultimi
delitti.
A tutti gli amanti del genere
consiglio di non perdere questa perla dell' horror.
I film dell' orrore aiutano la gente a reagire,
rappresentano un salto dalla realtà ad
una grande fantasia.
Tutti noi nasciamo con la paura della morte, della
perdita dei propri cari e dell'abbandono. Un
film che tratta delle nostre paure è un
richiamo universale. Per questo il genere ha da
sempre riscosso così tanto successo.
Buona visione dunque, e buoni brividi a tutti!!
Poison Ivy (ciao.it) 24.01.2005
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