La vide diventare pallida, bianca come un fiore, ma lei continuava a graffiare il suo petto, mentre si contorceva sopra di lui. Sean la guardava con gli occhi annebbiati di piacere. Questa creatura misteriosa era entrata nella sua vita da poco più di un paio d'ore.
La notte era afosa, calda in
modo anormale e cercare di dormire era perfettamente
inutile.
Quasi senza rendersene conto
si era ritrovato a passeggiare lungo la via
principale, affollata in modo innaturale per
quell'ora... incredibile quante persone
avessero avuto la sua stessa idea... Decise
di cercare un po' di solitudine…il
posto più adatto che gli venne in mente
era il vecchio cimitero, e fu li che andò.
Si trattava di un posto deserto,
da qualche tempo ormai i nuovi defunti non venivano
seppelliti più lì per evitare
che accadessero altri incidenti.
Nell'ultimo mese in particolare
il giornale locale aveva dedicato la prima pagina
quasi ogni giorno a misteriosi casi di sparizioni
di persone che l'ultima volta erano state
viste nei pressi del cimitero vecchio. E da
lì costruirci su una storia folle di
morti che si risvegliavano per trovare qualcuno
da trascinare con sé sotto terra era
fin troppo facile, troppo.
Il cancello in ferro battuto
si presentava ancora imponente nonostante l'impietoso
lavoro della ruggine, il cui colore ben si abbinava
con le fiamme rosse che si levavano dai due
candelabri ai suoi lati.
Era aperto, nessuno si prendeva
più la briga di chiuderlo da anni ormai.
Sean era tipo da ridersela
di qualsiasi superstizione o psicosi collettiva…niente
gli impedì di sedersia fumare una sigaretta
con la schiena appoggiata alle spalle di una
lapide meravigliosamente fresca.
... e fu lì
che comparve...
Gli si parò davanti
all'improvviso, così vicina da
poterla vedere solo fino alle ginocchia. Lì
dove terminava la sua vestaglia di seta bianca.
Prima che Sean potesse aprire
gli occhi per vederla gli si era gia seduta
accanto e gli aveva rubato la sigaretta dalle
mani.
Ispirò a fondo, la spense
per terra e si girò verso di lui con
un sorriso dolce e inquietante allo stesso tempo.
"Questa roba ti ucciderà"
Sean ricambiò il sorriso
dopo un breve istante di perplessità.
"Meglio così"
"Attento a quello che
desideri"
La luna bruciava bassa nel
cielo, quasi se anche lei stesse grondando di
sudore. L'aria era calda, umida da togliere
il respiro, seducente nel rallentare i battiti.
Fu lei a prendere l'iniziativa.
Solo poche altre battute convenevoli prima di
sedersi sopra di lui cingendogli la vita con
le ginocchia.
La vide diventare pallida,
bianca come un fiore, ma lei continuava a graffiare
il suo petto, mentre si contorceva sopra di
lui. Sean la guardava con gli occhi annebbiati
di piacere. Questa creatura misteriosa...
Fu buio totale quando riaprì
gli occhi.
Ricordare quello che era successo
e guardarsi intorno cercando lei furono una
cosa sola.
Ma non la vide.
E non vide nemmeno la luna
che nell'ultimo fotogramma dei suoi ricordi
cercava con fatica di farsi strada al di là
dell'afa di quella notte.
Nell'alzarsi lentamente
urtò una superficie dura a pochi centimetri
dal suo volto. Ne cercò la fine con le
mani ma non la trovò. Finì anzi
per scoprire che si congiungeva ad altri due
pannelli verticali accanto al suo corpo sdraiato,uno
alla sua destra e uno alla sua sinistra.
Ma erano morbidi, come ricoperti
di velluto. Come in... come in una...
Solo lo stupore teneva ancora
il terrore ingabbiato da qualche parte dentro
di lui. Almeno fin quando nel divincolarsi non
si accorse di qualcosa sopra il suo corpo. Qualcosa
che muovendosi assieme a lui produceva un rumore
sordo, cavo, come di... ossa.
Il sangue prese d'improvviso
a scorrergli più veloce nelle vene. Arrivò
al viso facendogli bruciare gli occhi di terrore,
mentre il respiro diventava faticoso, sempre
di più, sempre di più ma con penosa
lentezza.
Tentò un'ultima
volta di aprire il coperchio, ma non riuscì,
sentiva le mani trattenute da qualcosa di morbido
e liscio, liscio come seta.
Un paio di giorni dopo il giornale locale pubblicò l'ennesima storia di morti che resuscitavano per trovare qualcuno da portare sotto terra con sé.
Marzia David 06.01.2005
RACCONTI DELLO STESSO AUTORE: Legami di Sangue
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