Serial Killer

EDWARD GEIN

Foto del serial killer Edward Gein Soprannome: Il macellaio di Plainfield
Luogo omicidi:
Periodo omicidi:
Numero vittime:
Modus operandi:
Cattura e Provvidementi:

Chi non ha mai visto classici dell'orrore come "Psycho", "Il Silenzio degli Innocenti" e "Non Aprite quella Porta"? Pochi sanno però che l'albergatore Norman Bates, il serial killer Buffalo Bill e il pazzo LeatherFace hanno qualcosa in comune: i creatori di queste figure si sono ispirati al mito di Edward Gein.
Ed è naturale che sia così: il caso Edward Gein spiazzò l'America intera e ha avuto ripercussioni fino a oggi. "La casa degli orrori sconvolge la nazione" titolavano i giornali dell'epoca e, in effetti, dopo questo serial killer, cambierà il modo di pensare della gente statunitense. I mostri, che fino ad allora avevano popolato i teleschermi e l'immaginario collettivo sotto forma di vampiri transilvani, mummie egiziane, alieni spaziali e creature di frankensteiniana memoria, non esistevano più. Adesso i mostri si celavano tra le persone più insospettabili, il pericolo poteva trovarsi nascosto dietro l'apparentemente tenero e innocuo vicino di casa. Non ci si poteva più fidare di nessuno. Tanto in città quanto nella sonnacchiosa provincia.

17 novembre 1957. A Plainfield (Wisconsin) è notte fonda quando la polizia entra nella cadente Fattoria Gein. Edward, il proprietario, è sospettato del furto in un ferramenta e della scomparsa della titolare, Berenice Worden. Più di una persona ha dichiarato di averlo visto aggirarsi intorno al ferramenta prima del furto.

La casa è nel disordine più totale, immondizia ovunque, buio pesto. Odore di morte e putrefazione. Lo sceriffo Arthur Schley e il suo vice Buck Buttermansi dirigono, armati di pila, ad ispezionare la legnaia vicina al casolare. Nel buio lo sceriffo sente qualcosa che sfrega dall'alto contro la sua giacca, e i due uomini della legge sollevano lo sguardo all'unisono.

Un corpo è appeso a testa in giù tramite dei ganci fissati nel soffitto. Si fa per dire a testa in giù, in realtà il corpo è decapitato e le interiora sono state eliminate tramite uno squarcio sull'addome. Una scena normalissima per una regione dove si dà la caccia al cervo. Soprattutto in novembre, mese della caccia. Ma il vicesceriffo ha capito tutto..quello che penzola sulle loro teste non è un cervo..Buck si sente male e scappa gridando. Non si avvicinerà mai più a quei luoghi. Berenice Worden invece è stata ritrovata.

Edward Gein nasce il 27 agosto 1906 a La Crosse (Wisconsin). Secondo figlio di Augusta e George Gein. Sua madre sarà la sua disgrazia, come scrive Harold Schechter, biografo ufficiale di Edward Gein: "Lei lo trattava nel modo tipico delle madri che fanno diventare i loro figli schizofrenici."

Donna fanaticamente religiosa, Augusta cresce i suoi figli secondo un codice morale severissimo. Il mondo di Augusta è popolato da peccatori e la Bibbia è l'unica salvezza. I desideri sessuali dei due ragazzi vengono minati alle basi con minacce di inferno, le donne vengono indicate come esseri immorali e peccaminosi.

Per sfortuna dei ragazzi, contrapposto alla follia della madre, c'è George Gein. Il loro padre ha una personalità molte debole e subisce gli ordini della moglie. Alcolizzato e disoccupato a vita, è del tutto dipendente da lei (Augusta, infatti, manda avanti la macelleria di famiglia con cui i Gein campano).

Proprio grazie alla macelleria, nel 1914, Augusta realizza il proprio desiderio di comprarsi una fattoria, con 195 acri di terreno, in piena campagna, vicino a Plainfield. I vicini abitano a 3 miglia di distanza e i suoi figli possono finalmente crescere lontani dall'immoralità della città e dai peccatori che la occupano.

Eddie cresce emarginato, evitato dai compagni perché è effemminato e timido. Non ha nessun amico, e quando riesce a farsi delle amicizie la madre lo sgrida e lo punisce.

Sembrerebbe proprio la storia di "Carrie", la ragazzina dotata di poteri telecinetici creata da Stephen King. Ma, al contrario di Carrie, Eddie ha un attaccamento morboso per sua madre. Prova per lei immenso amore e devozione, vede nella donna la bontà divina fatta persona, ed esegue ogni suo ordine senza protestare.

Nel 1940, quel fallito di suo padre lascia vedova Augusta. È in questi anni che Eddie comincia ad avere i primi contrasti con suo fratello maggiore Henry e i primi segni di follia mentale.

Henry è un onesto lavoratore, molto richiesto in paese per le sue doti di tuttofare; Eddie ha problemi a relazionarsi con i propri pari. Ritardato socialmente e emotivamente, Edward si trova perfettamente a suo agio con i bambini tanto che finisce per fare il babysitter ai vicini.

Henry è completamente diverso. Critica aspramente il comportamento della madre, ci litiga, sconsiglia a suo fratello di fare quello che dice lei, rimprovera Eddie perché le vuole bene.

E nel 1944 Henry muore misteriosamente, mentre i due fratelli combattono contro un incendio nel bosco.

Informata proprio da Eddie sulla sparizione del giovane, la polizia ritrova il corpo in una zona non interessata dall'incendio, con la testa spaccata. Il fratello minore non viene nemmeno interrogato perché è considerato troppo stupido e timido per compiere un omicidio, i coroner dichiarano addirittura che Henry è morto per asfissia. Caso archiviato.

Edward Gein è finalmente rimasto solo con sua madre.

Ma la gioia del giovane durerà poco, una serie di ictus gli portano via anche la madre nel dicembre 1945, lasciandolo solo al mondo.

La stanza di Augusta viene sigillata, con all'interno tutti gli oggetti da lei utilizzati. Edward diventa un eremita e comincia a fare letture "strambe". I suoi preferiti sono i libri di anatomia, i libri sul nazismo e i periodici di avventura (soprattutto quelli sulle usanze tribali dell'Oceania). Alla fine, lettura dopo lettura, Eddie impara bene l'anatomia umana e diventa un esperto nelle tecniche per rimpicciolire le teste, utilizzate nei Mari del Sud.

L'argomento lo ossessiona talmente tanto che farà vedere le sue teste a qualche bambino..ahimè nessuno crederà mai alle storie dei bambini raccapricciati: "Sono maschere di Halloween" dice Edward ai genitori preoccupati, e tutto finisce lì.

Un altro Hobby molto particolare di Eddie: leggere i necrologi sul giornale locale.

Dalle necrologie può venire a sapere quando muore qualche donna. Ricevuta la notizia, si reca al cimitero per studiare il cadavere e per placare le proprie curiosità sulle femmine. In sede di interrogatorio Ed Gein ha più volte giurato di non aver mai avuto rapporti sessuali con i morti (a suo dire perché puzzavano troppo), però provava piacere a strappare pelle e parti dei corpi da quei cadaveri.

Gli psichiatri che studiarono il caso, dissero che amava talmente sua madre che aveva bisogno di profanare le tombe per prelevare pezzi di donne, in modo che gliela ricordassero. Quando sua madre morì, non riuscì a resuscitarla come avrebbe voluto e allora cercò delle sostitute. Ne portò una a casa e la mise a sedere al tavolo della cucina. Secondo fonti non ufficiali creò una vera e propria tavolata di cadaveri. Ad altre invece prelevò solo qualche pezzo.

Nell'inventario della polizia figurano crani, scheletri; ciotole e mobilio fatti con ossa; divani, cestini, abat-jour e tamburi rivestiti di pelle umana; teste rimpicciolite; vagine sotto spirito; ciotole piene di nasi; una poltrona con braccia al posto dei braccioli; una collana e una cintura fatte di capezzoli femminili. In un armadio viene ritrovato ciò che ha ispirato la figura di Buffalo Bill ("Il Silenzio degli Innocenti"): abiti in pelle di donna.

Più che di vestiti di pelle, si trattava di veri e propri involucri: Gein li aveva costruiti scuoiando intere parti di donne, aveva quindi cucito insieme i vari brandelli e vi aveva applicato dei lacci per poter indossare il macabro abito. Possedeva le facce, i torsi, le gambe e addirittura riusciva ad applicarsi i genitali femminili. Egli stesso confessò che, nelle notti di luna piena, andava in giro conciato in quel modo, facendo finta di essere sua madre.

Dietro a questo gesto, secondo alcuni psicologi, non si cela solo l'attaccamento morboso per la propria madre, ma anche il desiderio recondito di essere una donna, di capire cosa si prova ad avere i seni e la vagina.

Ma le vittime del cimitero si rivelano ben presto troppo brutte e anziane, così Gein comincia a procurarsi da solo la materia prima.

Tra il 1946 e il 1957, la polizia del Wisconsin ha a che fare con aumento incredibile di persone scomparse. Quattro casi soprattutto preoccupano le autorità.

Il primo è quello di una ragazzina di otto anni, Georgia Weckler, sparita mentre tornava a casa da scuola il 1 maggio 1947. Nonostante l'aiuto di centinaia di volontari, l'unica traccia rinvenuta dalla polizia in un'area di ben 10 miglia sono delle impronte di pneumatici Ford. Il caso rimane insoluto.

Un'altra ragazza scompare un paio di anni più tardi a La Crosse. Evelyn Hartley di quindici anni svanisce mentre sta facendo la babysitter in città. Preoccupato, il padre della ragazza si reca sul luogo dove Evelyn avrebbe dovuto lavorare, ma qui trova un appartamento deserto. Nel salotto rinviene una scarpa della figlia, degli evidenti segni di lotta e qualche macchia di sangue sul bordo della finestra. Anche questa volta la ricerca risulta vana: la polizia ritrova solamente i vestiti insanguinati della ragazza, adagiati in mezzo a una strada di campagna.

Nel novembre 1952, due uomini decidono di farsi una birra in un bar di Plainfield prima di andarsene a cacciare cervi. Victor Travis e Ray che Burgess, questi i loro nomi, passano molte ore nel bar prima di andarsene. Dal giorno dopo, ne loro ne le loro auto verranno più visti. Questa volta la ricerca della polizia non porta proprio a niente. I due uomini sono letteralmente svaniti nel nulla.

L'ultimo caso avviene nell'inverno del 1954, vittima la custode di una taverna di Plainfield, Mary Hogan, scomparsa misteriosamente mentre era di turno notturno. La polizia archivia il caso come "atto violento" perché sul pavimento della taverna è evidente una lunga scia di sangue che va dal bagno al parcheggio. Viene trovata anche una cartuccia vuota sul pavimento del bagno.

Diversi elementi accomunano le varie sparizioni: pochissimi indizi, nessuna traccia, i corpi non vengono mai ritrovati, le vicinanze di Plainfield.

Siamo tornati all'apertura di questa biografia, al caso Bernice Worden e alla fine dell'incubo. La polizia penetra per caso nella casa di Eddie Gein e trova il corpo senza testa della donna.

Dopo la scoperta del cadavere e degli altri manufatti orrendi, il 17 novembre 1957 gli investigatori cominciano ad esplorare le altre stanze della fattoria e a scavare nel terreno circostante, nella speranza di trovare almeno i corpi di Georgia Weckler, Victor Travis, Ray Burgess, Evelyn Hartley e Mary Hogan. Purtroppo non verrà trovato niente. L'unico posto normale di tutta la casa, l'unica stanza ordinata della Fattoria Gein, si rivelerà essere la camera da letto della madre defunta, che Edward aveva sigillato dieci anni prima.

EPILOGO
Mentre Plainfield diventava meta di curiosi, di giornalisti e di specialisti della polizia, Edward Gein veniva interrogato senza tregua presso la prigione di Wautoma. La polizia gli attribuì almeno 15 omicidi ma "Il Macellaio di Plainfield" inizialmente negò sempre tutto.

Dopo diversi giorni di silenzio, Eddie cominciò finalmente a raccontare la sua storia orribile, partendo da come aveva ucciso la Worden e accennando alla sua attività tombarola, tramite la quale si procurava le parti di corpi che erano state trovate in casa sua.

Gein aveva molte difficoltà a ricordare i vari dettagli, spiegò che prima e durante gli omicidi cadeva in una sorta di trance.

Nonostante l'evidenza, dichiarò che tutti i resti presenti in casa sua provenivano dal cimitero locale e che la sua unica vittima era la Worden. Dopo giorni di interrogatorio estenuante, finalmente ammise anche l'uccisione di Mary Hogan. Riconfermando nuovamente il suo stato di trance durante l'omicidio e giurando che lo sparo era partito per caso.

In totale Gein confessò quindi due omicidi e il furto di nove cadaveri.

Curiosità: durante il processo, la sua dichiarazione "non ho mai ucciso un cervo" fece stare male molti dei suoi vicini di casa, ai quali Edward spesso offriva carne di cervo da lui cacciato e cucinato. Evidentemente non era cervo.

Durante gli interrogatori "il macellaio" non mostrò mai nessun segno di rimorso, parlava degli assassini con superficialità, a volte addirittura allegramente. Praticamente Edward Gein non aveva nessun concetto dell'enormità dei suoi crimini e così, dopo tantissime perizie psicologiche e psichiatriche, venne effettivamente dichiarato malato mentalmente: "uno schizofrenico e psicopatico sessuale."

La sua condizione fu attribuita alla relazione poco sana e di intenso amore-odio che aveva avuto con sua madre e alla particolare educazione ricevuta.

Scampata quindi la sedia elettrica, Edward Gein ha passato il resto della propria vita (circa 26 anni) in un manicomio criminale, dove è morto nel 1984 di cancro, all'età di 78 anni. Per i dottori è stato un paziente modello, addirittura appariva felice come mai nella sua vita.

Il via vai di giornalisti e curiosi alla "casa degli orrori" durerà solo 1 anno. Nel 1958 mani anonime incendieranno la fattoria e gran parte delle proprietà di Gein. Informato dell'accaduto, Eddie commentò: "Just as well!" (trad. "come è giusto che fosse"). L'unica cosa sopravissuta all'incendio, il furgoncino Ford utilizzato dal macellaio per trasportare i corpi, è stato utilizzato per anni da un furbo abitante di Plainfield, che faceva pagare un quarto di dollaro per un giretto sull'auto degli orrori.

Se voleste approfondire la storia di Edward Gein vi consigliamo due film direttamente ispirati agli avvenimenti: "Deranged" del 1974 (un po' romanzato, il nome dell'assassino è stato cambiato in Ezra Cobb) e "Ed Gein: il macellaio di Plainfield" del 2000 (davvero completo e coerente con la storia originale).

"Ed Gein mi sembrava una buona persona, come tutti gli altri. Soltanto che a volte era un po' strano. Sembrava un tipo inoffensivo." (Vicino di casa)

"Lo conoscevo da una vita, forse da quando avevo sei anni. Penso che nessun altro lo avesse frequentato più a lungo di me. Era un solitario, era molto silenzioso e faceva una vita appartata. Era un introverso, credo che alcuni lo considerassero una specie di eremita." (Amico d'infanzia)

DANIELE DEL FRATE 24-10-2004

Visita la galleria fotografica dedicata al killer

E-mail : serialkiller@occhirossi.it

Torna al menù dei Serial killer

(Copyright© occhirossi.it 2004-2009)