Serial Killer

EDMUND EMIL KEMPER III

Foto del serial killer Edmund  Kemper III Soprannome: Il killer delle studentesse
Luogo omicidi: California (U.S.A.)
Periodo omicidi: 1963 - 1973
Numero vittime: 8
Modus operandi: mutilava le vittime e le decapitava violentando i cadaveri
Cattura e Provvidementi: ergastolo

Big Ed era da molti considerato un gigante buono, un ragazzo grande, grosso e intelligente. Un po' timido, ma amico di tutti, soprattutto dei poliziotti con i quali collaborava e passava le giornate al bar. Le persone di Santa Cruz non immaginavano proprio che quel ragazzone di 2,07 metri fosse in realtà un folle omicida. Sei autostoppiste uccise senza pietà, sei omicidi pianificati con grande attenzione e cura dei particolari, facendo sparire ogni indizio, compresa l'identità delle ragazze.

Questa volta però sarà dura sfuggire per Edmund Kemper III. Ha ucciso sua madre e un'amica di costei. Non gli resta che guidare freneticamente verso est, nella speranza che scoprano i corpi il più tardi possibile, dandogli il tempo di fuggire e di scomparire per sempre.
Ben presto Ed capisce che la propria fuga non avrà successo, il suo aspetto è troppo facilmente riconoscibile, perciò si ferma a Pueblo, in Colorado, cerca una cabina telefonica e da lì chiama la polizia di Santa Cruz, in California, deciso a confessare tutto.
Ancora oggi non è chiaro il vero motivo che ha spinto Edmund Kemper III a confessare i propri delitti, in quanto il suo aspetto fisico è una motivazione non del tutto soddisfacente.
Avrebbe potuto confessare solo gli ultimi due omicidi, incolpando sua madre della scomparsa delle sei autostoppiste: Big Ed era stato davvero bravo e non esisteva nessuna prova diretta nei suoi confronti. Inoltre, in quegli anni, Santa Cruz era conosciuta nel mondo come "Murderville, Murder Capital of The World" poiché nei suoi dintorni, oltre a Edmund Kemper, erano in attività altri due serial killer (Herbert Mullin e John Linley Frazier). Per la polizia era davvero difficile capire chi aveva ucciso chi!
Probabilmente Ed non vedeva l'ora di liberare la mente da tutte quelle cose che sapeva solo lui, di fare una confessione ricca di dettagli, la maggior parte dei quali la polizia non avrebbe mai scoperto da sola. La cosa deve averlo fatto sentire importante e intelligente, tanto che Kemper parlò e parlò, componendo una lunghissima confessione fiume, senza fermarsi nemmeno quando gli investigatori avevano ormai tutto il materiale necessario, anzi, arricchendolo ulteriormente di particolari.
Vediamo di scoprire anche noi la storia di Edmund Kemper III, partendo ovviamente dalla sua infanzia.

Edmund Emil Kemper III nasce a Burbank, California, il 18 dicembre 1948 e la sua infanzia sarà molto simile a quella di altri omicidi seriali.
Quando ha 9 anni i suoi genitori, Clarnell e Edmund Emile Kemper Jr., si separano dopo pochi anni di un matrimonio a dir poco burrascoso. Il divorzio viene concordato quattro anni dopo, Ed si trasferisce con la madre nel Montana, dove cominciano a susseguirsi numerosi patrigni.
Clarnell, sua madre, è una donna dominatrice, severa e quasi cattiva: trova sempre l'occasione per disprezzare Ed e per ricordargli le sue dimensioni sproporzionate. Le sorelle lo trattano male e, d'accordo con la madre, lo costringono a dormire su una branda in cantina, poiché sarebbe indecente fargli condividere la camera con una ragazza, seppur sua sorella.

Se c'è una cosa che non si può rinfacciare ai genitori di Ed è l'impegno che essi mettono per la sua istruzione: entrambi si prodigano in modo che Ed cresca istruito, più di quanto facciano tanti altri genitori. Big Ed è però un ragazzo difficile: ha una gran paura che gli altri bambini gli facciano del male e non riesce a instaurare amicizie con i suoi coetanei. Probabilmente non è mai riuscito a lasciarsi dietro il dolore che gli è stato causato dal divorzio dei suoi genitori.
Edmund, abbastanza precocemente, comincia anche ad avere fantasie sessuali violente e si sfoga su dei piccoli animali raccolti per strada: li tortura, li uccide e li fa a pezzi.
Clarnell non riesce proprio ad educare questo ragazzo problematico e strambo. Si arrende e lo spedisce a Los Angeles, dove, il padre di Ed, vive con la seconda moglie. La loro reazione alle stranezze del ragazzo non è delle migliori, praticamente è identica a quella della madre: trovandolo stravagante e minaccioso, la coppia, esasperata e spaventata, decide di condurlo in California, a North Fork, dove Maude e Edmund Kemper Sr., i nonni paterni del ragazzo, gestiscono una fattoria di 17 acri. È il Natale del 1963.
Durante il soggiorno dai nonni Edmund migliora, al liceo fa dei progressi e non attira l'attenzione degli altri creando problemi o causando liti, bensì solo per la sua stazza. A casa la situazione è tesa, ma niente di insopportabile, i nonni trovano Ed sconcertante come lo avevano trovato i genitori, tuttavia almeno loro se lo tengono.
Edmund Kemper Sr. regala al nipote un fucile calibro .22 che, per quasi un anno, sarà la valvola di sfogo della violenza di Big Ed. A cadere vittima sono conigli, tartarughe e selvaggina.
Concluso l'anno scolastico, Ed torna nel Montana dalla madre per passare l'estate, ma dopo già due settimane è rispedito alla fattoria.
Maude e Kemper Sr. si accorgono subito che in quei 15 giorni il ragazzo è gravemente degenerato, diventando più scontroso e più cattivo. Dal canto suo Edmund ritiene che i nonni siano solo due brontoloni noiosi.
Sono tornate anche le fantasie violente, questa volta hanno come protagonista Maude: a Ed gli piacerebbe tanto ucciderla, crivellarla a colpi di fucile. Non lo nasconde nemmeno, accarezzando il fucile quando l'anziana è nella stessa stanza con lui, tanto che Maude, presa dal nervosismo, ruba la pistola al marito e la porta con sé nelle scampagnate.
Edmund prende questo gesto come un insulto nei suoi confronti, una mancanza di rispetto, e comincia a covare odio per la nonna. Sarà un'estate lunga, con la tensione che sale di pari passo con la temperatura.

Il 27 agosto 1964, Edmund e Maude siedono al tavolo della cucina, la donna sta cercando di terminare un libro per bambini al quale lavora da diverso tempo. Alzando la testa, incrocia lo sguardo di Edmund, uno sguardo fisso e pauroso che lei ha già visto molte volte. Maude lo supplica di smetterla e il ragazzo, preso il fucile, si allontana dicendo che va a caccia.

Big Ed si incammina verso la porta ma all'improvviso si ferma e si volta. La nonna gli volge le spalle, così lui riesce tranquillamente a fare fuoco, senza che la donna possa capacitarsi di cosa stia accadendo. Tre colpi, il primo alla testa uccide Maude, gli altri due la colpiscono alla schiena.
Il ragazzo avvolge il cadavere in un telo da bagno e lo trascina in camera da letto, quindi si mette in attesa: suo nonno è a fare compere e potrebbe tornare da un momento all'altro.
Quando Edmund Kemper Sr. torna fa solo in tempo a scendere dall'autocarro, poi un colpo di fucile lo raggiunge alla nuca e lo uccide.

Su consiglio telefonico della madre Ed abbandona il suo piano di nascondere i cadaveri e spargere la notizia che i nonni sono partiti, e si costituisce. Alla polizia confessa di aver spesso desiderato la morte della nonna, mentre l'uccisione del nonno è stato solo un gesto caritatevole: voleva risparmiargli un attacco cardiaco nel vedere la moglie morta. Gli psichiatri diagnosticano Edmund Kemper come psicotico paranoico e lo fanno rinchiudere nell'Ospedale Statale di Atascadero. È il 6 dicembre 1964, Ed deve ancora compiere 16 anni.

Ovviamente l'Ospedale Statale di Atascadero non è una prigione, non ci sono guardie né recinzioni né restrizioni. Ed è circondato solo da dottori che vogliono aiutarlo a guarire.
Il ragazzo prende parte a numerosi test e da una mano nel laboratorio psichiatrico. È orgoglioso di poter aiutare i dottori a studiare il suo caso e si impegna attivamente nel trattamento di recupero.
Durante il suo soggiorno il ragazzo fa amicizia con altri folli ricoverati nell'istituto, soprattutto stupratori seriali, con i quali condivide i racconti dei loro crimini, sviluppando una concezione del sesso incentrata sulla dominazione e sulla violenza.
Prima di uscire, nel 1969, si converte al cristianesimo e dimostra di essere una persona intelligente e normale. L'impatto con il "mondo di fuori" non ha conseguenze negative sulla sua mente ed Edmund comincia a studiare in un college locale, sotto la supervisione della Youth Authority.

Mentre intorno a lui vivono spensierati gli hippy, con i loro capelli lunghi e il loro disprezzo per l'autorità, Edmund Kemper va in giro vestito elegantemente, con i capelli corti e i baffi tagliati in modo impeccabile. Desidera inoltre entrare a far parte delle forze di polizia.
Le sue speranze di carriera vengono ben presto spente da quel maledetto fisico sproporzionato che lo perseguita dalla nascita: Ed supera di molto l'altezza massima richiesta per diventare un agente e, deluso e amareggiato, si consola comprando una moto del modello usato dalla polizia statale.
Nonostante questo incidente di percorso, i progressi di Kemper continuano, soprattutto negli studi, ma all'improvviso, contro il volere degli psichiatri di Atascadero, la Youth Authority decide di mandare Edmund a Santa Cruz, in California, in affidamento alla madre.

Clarnell Strandberg (cognome ottenuto con il suo secondo matrimonio, finito in divorzio anch'esso) è riuscita a costruirsi una vita rispettosa e pacifica da quando si è liberata del figlio. Adesso è nell'amministrazione dell'Università Californiana di Santa Cruz. Competente e gentile, è molto conosciuta e rispettata.
Appena arriva a casa Edmund, i vicini cominciano a sentire incessanti rumori ed urla provenienti dalla casa della donna. I due evidentemente non sono proprio compatibili, poiché passano le giornate litigando: Clarnell rimprovera il figlio per qualsiasi cosa, e lui si difende a spada tratta anche quando è nel torto.
Per fortuna Ed passa la maggior parte del proprio tempo in un locale, il Jury Room, frequentato soprattutto da agenti di polizia. Ancora affascinato dalla divisa, Edmund stringe amicizie con gli agenti, e insieme discutono per ore sui pregi e i difetti delle varie pistole e munizioni. Ed si dimostra molto rispettoso nei loro confronti e loro lo appellano con il soprannome affettuoso "Big Ed".
Comincia anche a cercare lavoro, fino a che non viene assunto nella Società Autostrade, la quale si impegna a trovargli un appartamento da dividere con un amico, per sfuggire finalmente alle sgridate della madre. Con i soldi guadagnati Ed si libera anche della moto, distrutta a seguito di una brutta caduta, e si compra un'automobile. Quale modello? Beh, quello utilizzato dalla polizia naturalmente!

Nell'automobile viene installata una trasmittente radio per renderla ancora più simile a quelle della polizia. Con il nuovo acquisto Big Ed comincia ad alimentare un hobby malsano: raccoglie autostoppiste carine, studia le loro reazioni, i loro comportamenti e poi, una volta portatele a destinazione si abbandona alle sue solite fantasie violente. La cosa va avanti per molto tempo, fino a quando, come successe con la nonna, Ed non decide di rendere realtà le proprie fantasie.
Ormai ha imparato come insinuare fiducia nelle autostoppiste, sa come si comportano e soprattutto si ricorda alcuni "trucchetti" imparati dagli stupratori seriali all'ospedale di Atascadero. La portiera del passeggero viene armata, in modo che non sia possibile aprirla dall'interno, in nessun modo. Nel bagagliaio mette da parte delle borse di plastica, coltelli, pistole e una coperta.
Il momento è quasi giunto, le ultime autostoppiste vengono utilizzate da Ed come delle cavie, studiando ogni loro mossa, creando delle situazioni particolari per vedere come reagiscono, Big Ed vuole pianificare tutto alla perfezione.
E finalmente arriva l'ora X, il momento di passare all'azione. È il 7 maggio 1972.

Mary Ann Pesce ed Anita Luchese sono due studentesse del college di Fresno. Hanno appena terminato una vacanza a Berkeley e adesso vogliono andare alla Stanford University, ovviamente viaggiano in autostop.
Non arriveranno mai a destinazione ma, nonostante le insistenze dei genitori, la polizia archivia il caso tra le persone scomparse. Ci sono troppe autostrade e stradine nella zona della Bay Area per poterle cercare, inoltre è un periodo che molte ragazze scappano di casa, con questo o quel ragazzo. Questa volta non è andata così: Mary Ann ed Anita sono state raccolte da Edmund Kemper.
Dopo averle rassicurate e scorazzate per qualche chilometro, l'uomo ha estratto una pistola da sotto il sedile e le ha prese in ostaggio, dirigendo l'auto verso un'area disabitata.
Anita viene chiusa nel bagagliaio, mentre Mary Anna viene ammanettata. Ed la butta pancia a terra e le mette la testa in un sacchetto, cercando di soffocarla. La ragazza però si difende bene, prende a morsi il sacchetto, crea un foro e rimane in vita.
Frustrato, Edmund estrae il pugnale e l'accoltella ripetutamente; alla fine, per sicurezza, le taglia la gola. Poi passa ad Anita, facendole fare la stessa fine.
I due corpi vengono decapitati e violentati, Mary Ann è stata portata a casa, sezionata e sepolta a pezzi nella stessa busta di plastica in cui Ed aveva cercato di soffocarla. Il corpo e la testa di Anita invece non sono mai stati ritrovati e non si sa che fine abbiano fatto.

Nessuno sospetta minimamente di Edmund Kemper, un ragazzo sfortunato ma pulito, gentile e "per bene", così Big Ed continua il suo hobby.
È la sera del 14 settembre 1972, Aiko Koo è una ballerina 15enne di origini coreane, in viaggio per un concorso di ballo. L'autobus che la ragazza dovrebbe prendere è molto in ritardo e lei è stufa di star ad aspettare, così decide di fare l'autostop. Verrà caricata da Ed.
L'uomo dice alla ragazza che ha deciso di suicidarsi e che, se lei vuole sopravvivere, non deve fare gesti inconsulti né mandare segnali ai passanti. La ragazza obbedisce e l'assassino la porta in una stradina sperduta di montagna. Le tappa la bocca con del nastro adesivo e decide di soffocarla tenendole chiuse le narici con l'indice e il pollice. È un'impresa titanica, ci vogliono numerosi tentativi, ma alla fine la ragazza perde i sensi. Ed la violenta e la strangola nuovamente con una sciarpa, per essere sicuro della sua morte, quindi la chiude nel bagagliaio e si reca ad un locale a farsi un paio di birre.
Qualche ora dopo Edmund va anche a casa della madre. Ogni tanto esce con una scusa, apre il bagagliaio e ammira la sua conquista.
Tornato a casa seziona Aiko sul proprio letto come aveva già fatto con Mary Ann, poi si libera dei pezzi, ma in maniera sparsa: il corpo da una parte, la testa da un'altra parte, le mani e le braccia ancora altrove. Molto poco sarà ritrovato del corpo della ballerina coreana, e nessuno penserà di mettere in relazione la sua morte con la scomparsa delle due autostoppiste.

Passano quattro mesi, gli altri due serial killer della Bay Area hanno cominciato a mietere vittime, l'opinione pubblica è terrorizzata e all'erta ma nessun sospetto è ancora ricaduto su Edmund Kemper.
L'8 gennaio 1973 Big Ed compra una pistola nuova, calibro .22, anche se per i suoi precedenti gli sarebbe vietato. È felice dell'acquisto, ma ha paura che la polizia lo arresti per possesso illegale d'arma da fuoco, così decide di sfogarsi compiendo un nuovo omicidio.
A chiedere un passaggio questa volta è una certa Cindy. Kemper la porta nelle colline vicino a Watsonville e le spara un colpo in testa con la pistola nuova. Poiché Ed si è recentemente trasferito da sua madre, per potersi portare il cadavere in casa e stuprarlo è costretto ad aspettare il mattino dopo, quando Clarnell va a lavorare.
Cindy viene sezionata nella vasca da bagno, con un'accuratezza disarmante: Edmund fa sparire ogni piccola traccia, le rimuove anche il proiettile dal cranio e poi seppellisce la testa nel giardino della madre. Il corpo viene raccolto in diverse borse di plastica e lanciato da una rupe, eppure verrà ritrovato solo 24 ore dopo. Kemper ne prende atto ma non se ne preoccupa affatto, è stato accurato in maniera straordinaria ed è pronto a uccidere nuovamente.

Nella notte del 5 febbraio 1973, Edmund e Clarnell hanno un litigio più violento del solito, Ed esce di casa infervorato e pronto per colpire. Raccoglie per prima Rosalind, conversa con la ragazza, fanno amicizia e si fermano a caricare un'altra autostoppista, Alice. La ragazza entra in macchina senza nessuna trepidazione, rassicurata dalla presenza di Rosalind e dallo stemma dell'University di Santa Cruz che Clarnell ha attaccato alla vettura.
Questa volta Kemper ha in mente una novità: non vuole fermare la macchina per compiere i suoi omicidi. Dopo aver girato per un po' di tempo, Big Ed dice a Rosalind di guardare il paesaggio che è meraviglioso e, appena la ragazza volge lo sguardo incuriosita, le spara un colpo alla testa. Alice non ha nemmeno il tempo per reagire perché Edmund punta la pistola nel retro e scarica tutti i proiettili che gli sono rimasti, tranne uno, che riserva nuovamente alla testa di Rosalind.
I cadaveri vengono trasferiti nel bagagliaio e, dopo una sosta al benzinaio, Ed si reca nuovamente a casa della madre. Con la scusa di andare a comprare le sigarette, l'uomo ri-esce subito dopo, prende i corpi e li decapita.
Il mattino dopo, come era successo con Cindy, Ed porta i cadaveri in camera, leva i proiettili dalle teste, li stupra e li seziona. La maggior parte dei pezzi vengono abbandonati a Santa Cruz, mentre teste e mani finiscono a Pacifica.

Anche se ha sempre parlato male di suo figlio, Clarnell non avrebbe mai sospettato della sua depravazione e tanto meno che sarebbe stata una sua vittima.
È il week-end di Pasqua, è passato un mese dalle uccisioni brutali di Rosalind e Alice, ed Edmund ha deciso che è giunto il momento di sbarazzarsi di quell'antipatica di sua madre.
Mentre la donna va a letto e si addormenta, Big Ed rimane seduto sul proprio letto, a meditare sulla situazione e a pianificare accuratamente il suo ennesimo omicidio, quello più a lungo pregustato e atteso. Alle 5:15 di mattina si decide, prende un martello in cucina e si dirige alla camera da letto di Clarnell. La colpisce una volta sola, con violenza inaudita, quindi le taglia la gola.
Dopo qualche minuto di riflessione decide di decapitarla, rimuovendole quasi chirurgicamente la laringe nell'operazione. Pulisce ogni traccia, nasconde il cadavere nell'armadio e butta la laringe nella macchina trita rifiuti: il fatto che questa la risputi fuori non sorprende per niente Edmund, al contrario l'uomo comprende benissimo il macchinario, anche lui lo avrebbe fatto.
Il pomeriggio seguente Ed passa le ore meditando sul da farsi, cercando un modo per uscirne, soprattutto sa che, se qualcuno trovasse il cadavere di sua madre, la colpa ricadrebbe immediatamente su di lui. Così quando alle 17.00 una collega di Clarnell, Sara Hallett, chiama a casa per parlare con la donna, Ed si affretta a invitarla a cena, dicendo che è una sorpresa in onore della madre.
Appena Sara arriva, viene strangolata, prima a mani nude, poi con la sciarpa di Aiko. Il cadavere di Sara viene disposto, nudo, sul letto della madre e Edmund Kemper lo violenta tutta la notte.

Il giorno dopo, la domenica di Pasqua, Ed lascia la città, prima a bordo dell'auto di Sara, quindi a bordo di una vettura in affitto. Guida 18 ore verso est, fermandosi solo per la benzina e il cibo.
Appena varcato il confine del Colorado viene fermato per eccesso di velocità, ma il suo aspetto gli permette di passare senza problemi, pagando solo una multa.
Esausto, arrivato a Pueblo, Edmund Kemper III decide di entrare in una cabina telefonica e di fare la famosa telefonata alla centrale di polizia di Santa Cruz, durante la quale si lancia nella sua confessione - maratona.

EPILOGO
Dopo le confessioni telefoniche e quelle in centrale, Edmund conduce gli investigatori ai vari luoghi di deposizione dei cadaveri, continuando una sorta di confessione, e fornendo particolari.

Alla fine Edmund sarà così accurato che il suo avvocato difensore James Jackson getta la spugna senza tentare la strada della difesa dai capi d'accusa, tanto meno quella dell'infermità mentale.
In sede di processo, lo psichiatra nominato dalla corte, Dr. Joel Fort, afferma che Edmund Kemper non è né un paranoico né uno schizofrenico, bensì è solamente una persona ossessionata dal sesso e dalla violenza, desiderosa di essere al centro dell'attenzione. La dissertazione del dottor Fort si conclude con la richiesta di incarcerazione a vita per l'imputato perché, rimesso a piede libero, Kemper tornerebbe a uccidere, scegliendo lo stesso tipo di vittime.
Dopo 3 settimane di processo e 5 ore di deliberazione Edmund Emile Kemper III viene condannato per 8 omicidi di primo grado e, dopo una breve permanenza in una clinica medica, viene spedito al carcere di massima sicurezza di Folsom, per il resto della sua vita.
In prigione Kemper ha collaborato con Robert Ressler dell'F.B.I, rendendosi disponibile a numerose interviste. Robert Ressler sarà poi uno degli artefici principali del Serial Killer Profiler Program, utilizzato ancora oggi per classificare gli assassini seriali.
Nel 1988 ha partecipato, insieme a John Wayne Gacy, ad una nota trasmissione della televisione via cavo. In questo programma ogni assassino doveva raccontare la propria storia. Edmund Kemper è parso orgoglioso del suo acume criminale e del fatto che per arrestarlo la polizia abbia dovuto attendere che fosse lui a costituirsi.
Oggi Kemper è un carcerato modello, conscio del fatto che fuori dal carcere sarebbe una minaccia per gli altri, perciò è rassegnato al fatto che non ne uscirà mai.

"I was the hunter and they were the victims." (Edmund Kemper III)

DANIELE DEL FRATE 11-02-2005

Visita la galleria fotografica dedicata al killer

Argomenti Correlati: Herbert Mullin

E-mail : serialkiller@occhirossi.it

Torna al menù dei Serial killer

(Copyright© occhirossi.it 2004-2009)