Soprannome: Il killer delle studentesse Big Ed era da molti considerato un gigante buono, un ragazzo grande, grosso e intelligente. Un po' timido, ma amico di tutti, soprattutto dei poliziotti con i quali collaborava e passava le giornate al bar. Le persone di Santa Cruz non immaginavano proprio che quel ragazzone di 2,07 metri fosse in realtà un folle omicida. Sei autostoppiste uccise senza pietà, sei omicidi pianificati con grande attenzione e cura dei particolari, facendo sparire ogni indizio, compresa l'identità delle ragazze.
Questa volta però sarà dura sfuggire
per Edmund Kemper III. Ha ucciso sua madre e un'amica
di costei. Non gli resta che guidare freneticamente
verso est, nella speranza che scoprano i corpi il
più tardi possibile, dandogli il tempo di
fuggire e di scomparire per sempre.
Ben presto Ed capisce che la propria fuga non avrà
successo, il suo aspetto è troppo facilmente
riconoscibile, perciò si ferma a Pueblo,
in Colorado, cerca una cabina telefonica e da lì
chiama la polizia di Santa Cruz, in California,
deciso a confessare tutto.
Ancora oggi non è chiaro il vero motivo che
ha spinto Edmund Kemper III a confessare i propri
delitti, in quanto il suo aspetto fisico è
una motivazione non del tutto soddisfacente.
Avrebbe potuto confessare solo gli ultimi due omicidi,
incolpando sua madre della scomparsa delle sei autostoppiste:
Big Ed era stato davvero bravo e non esisteva nessuna
prova diretta nei suoi confronti. Inoltre, in quegli
anni, Santa Cruz era conosciuta nel mondo come "Murderville,
Murder Capital of The World" poiché
nei suoi dintorni, oltre a Edmund Kemper, erano
in attività altri due serial killer (Herbert
Mullin e John Linley Frazier). Per la polizia era
davvero difficile capire chi aveva ucciso chi!
Probabilmente Ed non vedeva l'ora di liberare
la mente da tutte quelle cose che sapeva solo lui,
di fare una confessione ricca di dettagli, la maggior
parte dei quali la polizia non avrebbe mai scoperto
da sola. La cosa deve averlo fatto sentire importante
e intelligente, tanto che Kemper parlò e
parlò, componendo una lunghissima confessione
fiume, senza fermarsi nemmeno quando gli investigatori
avevano ormai tutto il materiale necessario, anzi,
arricchendolo ulteriormente di particolari.
Vediamo di scoprire anche noi la storia di Edmund
Kemper III, partendo ovviamente dalla sua infanzia.
Edmund Emil Kemper III nasce a Burbank, California,
il 18 dicembre 1948 e la sua infanzia sarà
molto simile a quella di altri omicidi seriali.
Quando ha 9 anni i suoi genitori, Clarnell e Edmund
Emile Kemper Jr., si separano dopo pochi anni di
un matrimonio a dir poco burrascoso. Il divorzio
viene concordato quattro anni dopo, Ed si trasferisce
con la madre nel Montana, dove cominciano a susseguirsi
numerosi patrigni.
Clarnell, sua madre, è una donna dominatrice,
severa e quasi cattiva: trova sempre l'occasione
per disprezzare Ed e per ricordargli le sue dimensioni
sproporzionate. Le sorelle lo trattano male e, d'accordo
con la madre, lo costringono a dormire su una branda
in cantina, poiché sarebbe indecente fargli
condividere la camera con una ragazza, seppur sua
sorella.
Se c'è una cosa che non si può
rinfacciare ai genitori di Ed è l'impegno
che essi mettono per la sua istruzione: entrambi
si prodigano in modo che Ed cresca istruito, più
di quanto facciano tanti altri genitori. Big Ed
è però un ragazzo difficile: ha una
gran paura che gli altri bambini gli facciano del
male e non riesce a instaurare amicizie con i suoi
coetanei. Probabilmente non è mai riuscito
a lasciarsi dietro il dolore che gli è stato
causato dal divorzio dei suoi genitori.
Edmund, abbastanza precocemente, comincia anche
ad avere fantasie sessuali violente e si sfoga su
dei piccoli animali raccolti per strada: li tortura,
li uccide e li fa a pezzi.
Clarnell non riesce proprio ad educare questo ragazzo
problematico e strambo. Si arrende e lo spedisce
a Los Angeles, dove, il padre di Ed, vive con la
seconda moglie. La loro reazione alle stranezze
del ragazzo non è delle migliori, praticamente
è identica a quella della madre: trovandolo
stravagante e minaccioso, la coppia, esasperata
e spaventata, decide di condurlo in California,
a North Fork, dove Maude e Edmund Kemper Sr., i
nonni paterni del ragazzo, gestiscono una fattoria
di 17 acri. È il Natale del 1963.
Durante il soggiorno dai nonni Edmund migliora,
al liceo fa dei progressi e non attira l'attenzione
degli altri creando problemi o causando liti, bensì
solo per la sua stazza. A casa la situazione è
tesa, ma niente di insopportabile, i nonni trovano
Ed sconcertante come lo avevano trovato i genitori,
tuttavia almeno loro se lo tengono.
Edmund Kemper Sr. regala al nipote un fucile calibro
.22 che, per quasi un anno, sarà la valvola
di sfogo della violenza di Big Ed. A cadere vittima
sono conigli, tartarughe e selvaggina.
Concluso l'anno scolastico, Ed torna nel Montana
dalla madre per passare l'estate, ma dopo
già due settimane è rispedito alla
fattoria.
Maude e Kemper Sr. si accorgono subito che in quei
15 giorni il ragazzo è gravemente degenerato,
diventando più scontroso e più cattivo.
Dal canto suo Edmund ritiene che i nonni siano solo
due brontoloni noiosi.
Sono tornate anche le fantasie violente, questa
volta hanno come protagonista Maude: a Ed gli piacerebbe
tanto ucciderla, crivellarla a colpi di fucile.
Non lo nasconde nemmeno, accarezzando il fucile
quando l'anziana è nella stessa stanza
con lui, tanto che Maude, presa dal nervosismo,
ruba la pistola al marito e la porta con sé
nelle scampagnate.
Edmund prende questo gesto come un insulto nei suoi
confronti, una mancanza di rispetto, e comincia
a covare odio per la nonna. Sarà un'estate
lunga, con la tensione che sale di pari passo con
la temperatura.
Il 27 agosto 1964, Edmund e Maude siedono al tavolo della cucina, la donna sta cercando di terminare un libro per bambini al quale lavora da diverso tempo. Alzando la testa, incrocia lo sguardo di Edmund, uno sguardo fisso e pauroso che lei ha già visto molte volte. Maude lo supplica di smetterla e il ragazzo, preso il fucile, si allontana dicendo che va a caccia.
Big Ed si incammina verso la porta ma all'improvviso
si ferma e si volta. La nonna gli volge le spalle,
così lui riesce tranquillamente a fare fuoco,
senza che la donna possa capacitarsi di cosa stia
accadendo. Tre colpi, il primo alla testa uccide
Maude, gli altri due la colpiscono alla schiena.
Il ragazzo avvolge il cadavere in un telo da bagno
e lo trascina in camera da letto, quindi si mette
in attesa: suo nonno è a fare compere e potrebbe
tornare da un momento all'altro.
Quando Edmund Kemper Sr. torna fa solo in tempo
a scendere dall'autocarro, poi un colpo di
fucile lo raggiunge alla nuca e lo uccide.
Su consiglio telefonico della madre Ed abbandona il suo piano di nascondere i cadaveri e spargere la notizia che i nonni sono partiti, e si costituisce. Alla polizia confessa di aver spesso desiderato la morte della nonna, mentre l'uccisione del nonno è stato solo un gesto caritatevole: voleva risparmiargli un attacco cardiaco nel vedere la moglie morta. Gli psichiatri diagnosticano Edmund Kemper come psicotico paranoico e lo fanno rinchiudere nell'Ospedale Statale di Atascadero. È il 6 dicembre 1964, Ed deve ancora compiere 16 anni.
Ovviamente l'Ospedale Statale di Atascadero
non è una prigione, non ci sono guardie né
recinzioni né restrizioni. Ed è circondato
solo da dottori che vogliono aiutarlo a guarire.
Il ragazzo prende parte a numerosi test e da una
mano nel laboratorio psichiatrico. È orgoglioso
di poter aiutare i dottori a studiare il suo caso
e si impegna attivamente nel trattamento di recupero.
Durante il suo soggiorno il ragazzo fa amicizia
con altri folli ricoverati nell'istituto,
soprattutto stupratori seriali, con i quali condivide
i racconti dei loro crimini, sviluppando una concezione
del sesso incentrata sulla dominazione e sulla violenza.
Prima di uscire, nel 1969, si converte al cristianesimo
e dimostra di essere una persona intelligente e
normale. L'impatto con il "mondo di
fuori" non ha conseguenze negative sulla sua
mente ed Edmund comincia a studiare in un college
locale, sotto la supervisione della Youth Authority.
Mentre intorno a lui vivono spensierati gli hippy,
con i loro capelli lunghi e il loro disprezzo per
l'autorità, Edmund Kemper va in giro
vestito elegantemente, con i capelli corti e i baffi
tagliati in modo impeccabile. Desidera inoltre entrare
a far parte delle forze di polizia.
Le sue speranze di carriera vengono ben presto spente
da quel maledetto fisico sproporzionato che lo perseguita
dalla nascita: Ed supera di molto l'altezza
massima richiesta per diventare un agente e, deluso
e amareggiato, si consola comprando una moto del
modello usato dalla polizia statale.
Nonostante questo incidente di percorso, i progressi
di Kemper continuano, soprattutto negli studi, ma
all'improvviso, contro il volere degli psichiatri
di Atascadero, la Youth Authority decide di mandare
Edmund a Santa Cruz, in California, in affidamento
alla madre.
Clarnell Strandberg (cognome ottenuto con il suo
secondo matrimonio, finito in divorzio anch'esso)
è riuscita a costruirsi una vita rispettosa
e pacifica da quando si è liberata del figlio.
Adesso è nell'amministrazione dell'Università
Californiana di Santa Cruz. Competente e gentile,
è molto conosciuta e rispettata.
Appena arriva a casa Edmund, i vicini cominciano
a sentire incessanti rumori ed urla provenienti
dalla casa della donna. I due evidentemente non
sono proprio compatibili, poiché passano
le giornate litigando: Clarnell rimprovera il figlio
per qualsiasi cosa, e lui si difende a spada tratta
anche quando è nel torto.
Per fortuna Ed passa la maggior parte del proprio
tempo in un locale, il Jury Room, frequentato soprattutto
da agenti di polizia. Ancora affascinato dalla divisa,
Edmund stringe amicizie con gli agenti, e insieme
discutono per ore sui pregi e i difetti delle varie
pistole e munizioni. Ed si dimostra molto rispettoso
nei loro confronti e loro lo appellano con il soprannome
affettuoso "Big Ed".
Comincia anche a cercare lavoro, fino a che non
viene assunto nella Società Autostrade, la
quale si impegna a trovargli un appartamento da
dividere con un amico, per sfuggire finalmente alle
sgridate della madre. Con i soldi guadagnati Ed
si libera anche della moto, distrutta a seguito
di una brutta caduta, e si compra un'automobile.
Quale modello? Beh, quello utilizzato dalla polizia
naturalmente!
Nell'automobile viene installata una trasmittente
radio per renderla ancora più simile a quelle
della polizia. Con il nuovo acquisto Big Ed comincia
ad alimentare un hobby malsano: raccoglie autostoppiste
carine, studia le loro reazioni, i loro comportamenti
e poi, una volta portatele a destinazione si abbandona
alle sue solite fantasie violente. La cosa va avanti
per molto tempo, fino a quando, come successe con
la nonna, Ed non decide di rendere realtà
le proprie fantasie.
Ormai ha imparato come insinuare fiducia nelle autostoppiste,
sa come si comportano e soprattutto si ricorda alcuni
"trucchetti" imparati dagli stupratori
seriali all'ospedale di Atascadero. La portiera
del passeggero viene armata, in modo che non sia
possibile aprirla dall'interno, in nessun
modo. Nel bagagliaio mette da parte delle borse
di plastica, coltelli, pistole e una coperta.
Il momento è quasi giunto, le ultime autostoppiste
vengono utilizzate da Ed come delle cavie, studiando
ogni loro mossa, creando delle situazioni particolari
per vedere come reagiscono, Big Ed vuole pianificare
tutto alla perfezione.
E finalmente arriva l'ora X, il momento di
passare all'azione. È il 7 maggio 1972.
Mary Ann Pesce ed Anita Luchese sono due studentesse
del college di Fresno. Hanno appena terminato una
vacanza a Berkeley e adesso vogliono andare alla
Stanford University, ovviamente viaggiano in autostop.
Non arriveranno mai a destinazione ma, nonostante
le insistenze dei genitori, la polizia archivia
il caso tra le persone scomparse. Ci sono troppe
autostrade e stradine nella zona della Bay Area
per poterle cercare, inoltre è un periodo
che molte ragazze scappano di casa, con questo o
quel ragazzo. Questa volta non è andata così:
Mary Ann ed Anita sono state raccolte da Edmund
Kemper.
Dopo averle rassicurate e scorazzate per qualche
chilometro, l'uomo ha estratto una pistola
da sotto il sedile e le ha prese in ostaggio, dirigendo
l'auto verso un'area disabitata.
Anita viene chiusa nel bagagliaio, mentre Mary Anna
viene ammanettata. Ed la butta pancia a terra e
le mette la testa in un sacchetto, cercando di soffocarla.
La ragazza però si difende bene, prende a
morsi il sacchetto, crea un foro e rimane in vita.
Frustrato, Edmund estrae il pugnale e l'accoltella
ripetutamente; alla fine, per sicurezza, le taglia
la gola. Poi passa ad Anita, facendole fare la stessa
fine.
I due corpi vengono decapitati e violentati, Mary
Ann è stata portata a casa, sezionata e sepolta
a pezzi nella stessa busta di plastica in cui Ed
aveva cercato di soffocarla. Il corpo e la testa
di Anita invece non sono mai stati ritrovati e non
si sa che fine abbiano fatto.
Nessuno sospetta minimamente di Edmund Kemper,
un ragazzo sfortunato ma pulito, gentile e "per
bene", così Big Ed continua il suo
hobby.
È la sera del 14 settembre 1972, Aiko Koo
è una ballerina 15enne di origini coreane,
in viaggio per un concorso di ballo. L'autobus
che la ragazza dovrebbe prendere è molto
in ritardo e lei è stufa di star ad aspettare,
così decide di fare l'autostop. Verrà
caricata da Ed.
L'uomo dice alla ragazza che ha deciso di
suicidarsi e che, se lei vuole sopravvivere, non
deve fare gesti inconsulti né mandare segnali
ai passanti. La ragazza obbedisce e l'assassino
la porta in una stradina sperduta di montagna. Le
tappa la bocca con del nastro adesivo e decide di
soffocarla tenendole chiuse le narici con l'indice
e il pollice. È un'impresa titanica,
ci vogliono numerosi tentativi, ma alla fine la
ragazza perde i sensi. Ed la violenta e la strangola
nuovamente con una sciarpa, per essere sicuro della
sua morte, quindi la chiude nel bagagliaio e si
reca ad un locale a farsi un paio di birre.
Qualche ora dopo Edmund va anche a casa della madre.
Ogni tanto esce con una scusa, apre il bagagliaio
e ammira la sua conquista.
Tornato a casa seziona Aiko sul proprio letto come
aveva già fatto con Mary Ann, poi si libera
dei pezzi, ma in maniera sparsa: il corpo da una
parte, la testa da un'altra parte, le mani
e le braccia ancora altrove. Molto poco sarà
ritrovato del corpo della ballerina coreana, e nessuno
penserà di mettere in relazione la sua morte
con la scomparsa delle due autostoppiste.
Passano quattro mesi, gli altri due serial killer
della Bay Area hanno cominciato a mietere vittime,
l'opinione pubblica è terrorizzata
e all'erta ma nessun sospetto è ancora
ricaduto su Edmund Kemper.
L'8 gennaio 1973 Big Ed compra una pistola
nuova, calibro .22, anche se per i suoi precedenti
gli sarebbe vietato. È felice dell'acquisto,
ma ha paura che la polizia lo arresti per possesso
illegale d'arma da fuoco, così decide
di sfogarsi compiendo un nuovo omicidio.
A chiedere un passaggio questa volta è una
certa Cindy. Kemper la porta nelle colline vicino
a Watsonville e le spara un colpo in testa con la
pistola nuova. Poiché Ed si è recentemente
trasferito da sua madre, per potersi portare il
cadavere in casa e stuprarlo è costretto
ad aspettare il mattino dopo, quando Clarnell va
a lavorare.
Cindy viene sezionata nella vasca da bagno, con
un'accuratezza disarmante: Edmund fa sparire
ogni piccola traccia, le rimuove anche il proiettile
dal cranio e poi seppellisce la testa nel giardino
della madre. Il corpo viene raccolto in diverse
borse di plastica e lanciato da una rupe, eppure
verrà ritrovato solo 24 ore dopo. Kemper
ne prende atto ma non se ne preoccupa affatto, è
stato accurato in maniera straordinaria ed è
pronto a uccidere nuovamente.
Nella notte del 5 febbraio 1973, Edmund e Clarnell
hanno un litigio più violento del solito,
Ed esce di casa infervorato e pronto per colpire.
Raccoglie per prima Rosalind, conversa con la ragazza,
fanno amicizia e si fermano a caricare un'altra
autostoppista, Alice. La ragazza entra in macchina
senza nessuna trepidazione, rassicurata dalla presenza
di Rosalind e dallo stemma dell'University
di Santa Cruz che Clarnell ha attaccato alla vettura.
Questa volta Kemper ha in mente una novità:
non vuole fermare la macchina per compiere i suoi
omicidi. Dopo aver girato per un po' di tempo,
Big Ed dice a Rosalind di guardare il paesaggio
che è meraviglioso e, appena la ragazza volge
lo sguardo incuriosita, le spara un colpo alla testa.
Alice non ha nemmeno il tempo per reagire perché
Edmund punta la pistola nel retro e scarica tutti
i proiettili che gli sono rimasti, tranne uno, che
riserva nuovamente alla testa di Rosalind.
I cadaveri vengono trasferiti nel bagagliaio e,
dopo una sosta al benzinaio, Ed si reca nuovamente
a casa della madre. Con la scusa di andare a comprare
le sigarette, l'uomo ri-esce subito dopo,
prende i corpi e li decapita.
Il mattino dopo, come era successo con Cindy, Ed
porta i cadaveri in camera, leva i proiettili dalle
teste, li stupra e li seziona. La maggior parte
dei pezzi vengono abbandonati a Santa Cruz, mentre
teste e mani finiscono a Pacifica.
Anche se ha sempre parlato male di suo figlio,
Clarnell non avrebbe mai sospettato della sua depravazione
e tanto meno che sarebbe stata una sua vittima.
È il week-end di Pasqua, è passato
un mese dalle uccisioni brutali di Rosalind e Alice,
ed Edmund ha deciso che è giunto il momento
di sbarazzarsi di quell'antipatica di sua
madre.
Mentre la donna va a letto e si addormenta, Big
Ed rimane seduto sul proprio letto, a meditare sulla
situazione e a pianificare accuratamente il suo
ennesimo omicidio, quello più a lungo pregustato
e atteso. Alle 5:15 di mattina si decide, prende
un martello in cucina e si dirige alla camera da
letto di Clarnell. La colpisce una volta sola, con
violenza inaudita, quindi le taglia la gola.
Dopo qualche minuto di riflessione decide di decapitarla,
rimuovendole quasi chirurgicamente la laringe nell'operazione.
Pulisce ogni traccia, nasconde il cadavere nell'armadio
e butta la laringe nella macchina trita rifiuti:
il fatto che questa la risputi fuori non sorprende
per niente Edmund, al contrario l'uomo comprende
benissimo il macchinario, anche lui lo avrebbe fatto.
Il pomeriggio seguente Ed passa le ore meditando
sul da farsi, cercando un modo per uscirne, soprattutto
sa che, se qualcuno trovasse il cadavere di sua
madre, la colpa ricadrebbe immediatamente su di
lui. Così quando alle 17.00 una collega di
Clarnell, Sara Hallett, chiama a casa per parlare
con la donna, Ed si affretta a invitarla a cena,
dicendo che è una sorpresa in onore della
madre.
Appena Sara arriva, viene strangolata, prima a mani
nude, poi con la sciarpa di Aiko. Il cadavere di
Sara viene disposto, nudo, sul letto della madre
e Edmund Kemper lo violenta tutta la notte.
Il giorno dopo, la domenica di Pasqua, Ed lascia
la città, prima a bordo dell'auto di
Sara, quindi a bordo di una vettura in affitto.
Guida 18 ore verso est, fermandosi solo per la benzina
e il cibo.
Appena varcato il confine del Colorado viene fermato
per eccesso di velocità, ma il suo aspetto
gli permette di passare senza problemi, pagando
solo una multa.
Esausto, arrivato a Pueblo, Edmund Kemper III decide
di entrare in una cabina telefonica e di fare la
famosa telefonata alla centrale di polizia di Santa
Cruz, durante la quale si lancia nella sua confessione
- maratona.
EPILOGO
Dopo le confessioni telefoniche e quelle in centrale,
Edmund conduce gli investigatori ai vari luoghi
di deposizione dei cadaveri, continuando una sorta
di confessione, e fornendo particolari.
Alla fine Edmund sarà così accurato
che il suo avvocato difensore James Jackson getta
la spugna senza tentare la strada della difesa dai
capi d'accusa, tanto meno quella dell'infermità
mentale.
In sede di processo, lo psichiatra nominato dalla
corte, Dr. Joel Fort, afferma che Edmund Kemper
non è né un paranoico né uno
schizofrenico, bensì è solamente una
persona ossessionata dal sesso e dalla violenza,
desiderosa di essere al centro dell'attenzione.
La dissertazione del dottor Fort si conclude con
la richiesta di incarcerazione a vita per l'imputato
perché, rimesso a piede libero, Kemper tornerebbe
a uccidere, scegliendo lo stesso tipo di vittime.
Dopo 3 settimane di processo e 5 ore di deliberazione
Edmund Emile Kemper III viene condannato per 8 omicidi
di primo grado e, dopo una breve permanenza in una
clinica medica, viene spedito al carcere di massima
sicurezza di Folsom, per il resto della sua vita.
In prigione Kemper ha collaborato con Robert Ressler
dell'F.B.I, rendendosi disponibile a numerose
interviste. Robert Ressler sarà poi uno degli
artefici principali del Serial Killer Profiler Program,
utilizzato ancora oggi per classificare gli assassini
seriali.
Nel 1988 ha partecipato, insieme a John Wayne Gacy,
ad una nota trasmissione della televisione via cavo.
In questo programma ogni assassino doveva raccontare
la propria storia. Edmund Kemper è parso
orgoglioso del suo acume criminale e del fatto che
per arrestarlo la polizia abbia dovuto attendere
che fosse lui a costituirsi.
Oggi Kemper è un carcerato modello, conscio
del fatto che fuori dal carcere sarebbe una minaccia
per gli altri, perciò è rassegnato
al fatto che non ne uscirà mai.
"I was the hunter and they were the victims." (Edmund Kemper III)
DANIELE DEL FRATE 11-02-2005
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