Soprannome: Il figlio di Sam David Berkowitz terrorizzò New York tra il 1976 e il 1977. Poiché nello Stato di New York non esiste la pena di morte, egli è ancora in vita, chiuso in una prigione. Anche se, a dire il vero, in galera ha avuto una metamorfosi radicale. Più avanti capirete che cosa intendo. David nasce il 1 giugno del 1953 e viene lasciato in affidamento a due genitori addottivi. La coppia non ha mai avuto figli, né ha le capacità per averne, perciò, come accade in questi casi, rimbambiranno a lungo il figlioletto con esagerate attenzioni e numerosissimi regali.
Il mondo fa la conoscenza del Figlio di Sam il 17 aprile 1977.
La N.Y.P.D. (New York Police Departement) ha organizzato una grandiosa caccia all'uomo, quel famigerato "Killer della calibro .44". La task-force impegnata nelle indagini è stata soprannominata Operation Omega ed è comandata da Timothy Dowd. È una caccia estenuante, i membri dell'Operation Omega soffrono facilmente di crisi nervose, hanno rovinato i rapporti con famigliari e amici e spesso sono costretti a dormire in centrale.
Sul luogo dell'ultimo omicidio è stata rinvenuta una lettera, indirizzata al Capitano Joe Borrelli, uno dei membri fondamentali della Operation Omega.
La lettera recita così:
"Salve, Capitano Joe Borrelli,
Sono veramente ferito dal fatto che pensiate che io odio le donne. Non è vero. Io sono un mostro! Io sono Il Figlio di Sam e sono un monello. Quando il padre Sam beve, diventa malvagio. Picchia la sua famiglia. Delle volte mi porta sul retro della casa. Altre mi chiude a chiave nel garage. Sam ama bere il sangue. Esci e uccidi, comanda padre Sam. Riposa dietro la nostra casa. Soprattutto giovani…violentate e sgozzate…il loro sangue defluisce…solo ossa adesso. Padre Sam mi tiene chiuso nell'attico anche. Non posso uscire, ma guardo dalla finestra il mondo che scorre al di fuori. Mi sento un estraneo. Sono su una lunghezza d'onda diversa da quella di chiunque altro… programmato per uccidere. Comunque, per fermarmi devi uccidermi. Questo è un avviso per la polizia: sparatemi per primi, per uccidermi, o scappate se non volete morire!
Padre Sam è vecchio, adesso. Ha bisogno di sangue per preservare la propria giovinezza. Ha
frequenti attacchi di cuore. Ugh, fa male, ragazzo mio. Più di tutti mi manca la mia deliziosa principessa. Lei riposa nella nostra casa delle signore. Ma la rivedrò presto.
Sono il Mostro... Beelzebub... chebby behemouth. Amo cacciare. Aggirarmi per le strade cercando un
bel gioco, carne da assaggiare. Le donne del Queens sono le migliori. Dovrebbe essere quella l'acqua da bere. Io vivo per cacciare…la mia vita. Sangue per il Padre, Mr. Borrelli, sir, non voglio più uccidere. No, sir, non più, ma devo: onora tuo padre. Voglio portare amore al mondo. Io amo la gente. Io non appartengo alla terra. Return me to the yahoos. Questo è per la gente del Queens, vi amo. E voglio augurare a tutti una buona Pasqua. Possa Dio benedirvi in questa vita e in quella successiva. Per adesso vi dico arrivederci e buonanotte.
Polizia: lasciate che vi lasci con queste parole.
Tornerò, Tornerò! Da interpretare come bang, bang, bang, bang_ugh!!
Vostro nell'omicidio,
Mr. Mostro".
Sulla busta e sulla lettera ovviamente non ci sono impronte utili. In ogni caso il testo finisce nelle mani della stampa e, in poco tempo, l'assassino che da quasi un anno terrorizza New York viene ribattezzato da tutti "Son of Sam".
Ma facciamo un passo indietro di otto mesi e seguiamo la storia linearmente.
Il figlio di Sam fa la sua "entrata in scena" nel Bronx, la notte tra il 25 e il 26 luglio 1976.
Due giovani donne, Donna Lauria, di 18 anni, e la sua amica 19enne Jody Valenti, sono sedute in macchina. Stanno chiacchierando, l'auto è parcheggiata vicino all'entrata del palazzo dove vive una di loro. È l'una di mattina, da queste parti è pericoloso rimanere fuori, i genitori di Donna sono appena rientrati in casa dopo aver fatto una ramanzina alle ragazze.
A interrompere nuovamente le chiacchiere ci pensa un uomo, che si avvicina lentamente alla macchina dal lato passeggero.
"Chi è questo? Cosa vuole da noi?"
Donna non fa in tempo a finire la sua seconda domanda perché l'uomo estrae una calibro 44 da un foglio di carta e spara nell'automobile per cinque volte. Donna, colpita al collo, muore sul colpo, Jody invece se la cava con un colpo alla coscia.
Preso dalla follia omicida l'aggressore continua a premere il grilletto anche quando il caricatore è ormai vuoto. Per la polizia intervenuta sul posto si tratta sicuramente di un esecuzione con le vittime sbagliate.
Passano tre mesi dall'assassinio di Donna, e siamo nella notte del 23 ottobre 1976.
Il ventenne Carl Denaro è in un bar nel Queens, beve birra con degli amici. Fra qualche giorno Carl si arruolerà per quattro anni nell'aeronautica militare, perciò vuole passare con loro gli ultimi attimi spensierati, soprattutto con Rosemary Keenan, una ragazza che ha conosciuto al College.
La piccola festa si conclude alle 2:30 e Carl si offre per accompagnare a casa Rosemary.
Il ragazzo evidentemente ha precisi "scopi secondari" e trattiene l'amica in auto, con la scusa di parlare un po', ma anche questa volta compare lo sconosciuto solitario, si avvicina al lato passeggero e anche questa volta scarica cinque proiettili nell'abitacolo. Carl viene ferito alla testa, Rosemary invece ha la prontezza di saltare alla guida e di tornare di corsa al bar.
Carl sopravvive, ma gli viene impiantata una placca di metallo al posto di una parte del cranio.
Poco più di un mese dopo, la sera del 26 novembre 1976, Joanne Lomino, di 18 anni, e la sua amica Donna DeMasi, di 16 anni, stanno tornando a casa dopo aver visto un film al cinema. Scese dall'autobus, le due ragazze si accorgono di un uomo sospetto. Joanne e Donna accelerano il
loro passo per allontanarsi, ma l'uomo comincia a seguirle, sempre più da vicino, fino a quando non le raggiunge.
"Sapete dirmi dove…"
È tutta una farsa, l'estraneo non termina nemmeno di finire la frase: estrae una pistola dalla giacca e fa fuoco sulle due giovani.
Trasportate all'ospedale le due amiche hanno sorti molto diverse: Donna, è illesa, la
pallottola le ha attraversato il corpo senza ledere nessun organo, Joanne invece ha la spina dorsale fracassata. Sopravvivrà, ma come paraplegica.
Tre aggressioni, avvenute a distanza di poco tempo, ma in due aree diverse: il Bronx e il Queens.
Solo una pallottola è stata rinvenuta intatta, perciò la polizia non riesce ancora a collegare i delitti e a ipotizzare che si tratti di un solo individuo.
Le acque si calmano per due mesi. L'assassino decide di tornare a caccia solo alle prime ore del 30 gennaio 1977.
È da poco passata la mezzanotte e due ragazzi,
Christine Freund, 26 anni, e il suo fidanzato, John
Diel, lasciano The Gallery of Wine, un locale nel
Queens. Stanno passeggiando romanticamente verso
l'auto, sono troppo concentrati su se stessi
per notare uno strano individuo che li sta pedinando.
Appena la coppietta si siede in macchina, due colpi
rompono il silenzio della notte, fracassando il
parabrezza. Entrambi i colpi colpiscono Christine
alla testa e, mentre la ragazza si accascia, John
corre via disperatamente, alla ricerca di aiuto.
Christine morirà in ospedale poche ore più
tardi.
Sul luogo di questa aggressione intervengono due
agenti: Joe Coffey, un 43enne di origini irlandesi,
e l'italo americano Joe Borrelli.
Durante le loro indagini, i due riaprono i precedenti
casi di aggressione e arrivano alla conclusione
che c'è un solo aggressore, uno psicopatico
che avvicina furtivamente le donne per poi aggredirle
a colpi di pistola, una .44 Charter Arms Bulldog.
Il fatto che non ci sia un filo comune tra le vittime
rafforza la tesi che si tratti di un pazzo, che
designa casualmente i suoi bersagli, meglio però
se si tratta di donne attraenti.
Martedì 8 marzo 1977, sera. Una giovane
e attraente studentessa universitaria, Virginia
Voskerichianun, sta tornando a casa dopo le lezioni,
attraverso i Forest Hills Gardens. Ormai è
arrivata a casa, deve solo percorrere un pezzo di
Dartmouth Street che a quest'ora è
un posto desolato. C'è solo un altro
passante, che cammina nella direzione opposta a
Quando i due si incrociano l'uomo sorride,
estrae dalla giacca una pistola e fa fuoco. Virginia
prova a pararsi con i libri, ma è inutile:
il colpo la raggiunge alla faccia e lei muore sul
colpo.
Nella fuga il killer ha la faccia tosta di salutare
un uomo di mezza età che passava di lì.
Qualche minuto dopo una pattuglia è sul punto
di fermare un uomo sospetto, si tratta proprio dell'assassino
di Virginia, ma una chiamata via radio ordina ai
poliziotti di correre sul luogo del delitto.
Il giorno seguente, il commissario di polizia decide
di tenere una conferenza stampa e la città
di New York viene avvertita che le aggressioni sono
collegate tra loro. Si tratta di uno psicopatico
che probabilmente ucciderà nuovamente, un
maschio bianco, tra i 25 e i 30 anni, alto circa
180cm, di corporatura media e dai capelli scuri.
Per catturare l'assassino prima che colpisca
nuovamente, l'ispettore Timothy Dowd, un 61enne
irlandese famoso perché non si arrende mai,
organizza la già citata squadra speciale
Operation Omega, scegliendo per essa uomini estremamente
esperti nei casi di omicidio.
Il 17 aprile 1977, proprio come la polizia aveva
previsto, il folle torna a colpire.
Una coppietta è ferma in macchina, presso
l'Hutchinson River Parkway, stanno pomiciando.
Un anno prima, a poche decine di metri da loro,
era stata uccisa Donna Lauria. Loro, la 18enne Valentina
Suriani, aspirante attrice e modella, e Alexander
Esau, 20enne autista di carro attrezzi, non lo sanno.
E se lo sanno, adesso proprio non gli interessa.
Sono già le 3 di mattina e un'altra
macchina posteggia a fianco della loro. Senza dargli
il tempo di chiedersi chi sia, il conducente spara
quattro colpi, due a testa. Valentina muore sul
colpo, Alexander resiste fino all'ospedale
e poi si lascia andare.
La polizia è costretta impotente a prendere
atto della nuova aggressione: anche questa volta
non c'è nessun indizio e il profilo
del killer corrisponde a milioni di persone! Questa
volta però sul luogo del delitto è
rinvenuta la lettera, indirizzata al Capitano Borrelli,
nella quale il Figlio di Sam si presenta al mondo.
La situazione che ne consegue è facilmente
immaginabile, tanto che il sindaco di New York,
Abraham Beame, è costretto a tenere una conferenza
stampa per rassicurare l'opinione pubblica
sugli sforzi compiuti dalle forze dell'ordine.
Il Dott. Martin Lubin, preside della facoltà
di psichiatria forense a Bellevue, con la collaborazione
di altri quarantacinque psichiatri da tutto il mondo,
comincia a stilare il profilo psicologico del ricercato
che viene completato nel maggio del 1977. L'assassino
risulta essere un paranoico schizofrenico, convinto
di essere posseduto da demoni e di essere dotato
di poteri demoniaci. Quasi sicuramente si tratta
di un tipo solitario, con grandi difficoltà
a instaurare rapporti umani, soprattutto con le
donne.
Nel frattempo gli agenti Omega non hanno certo un
lavoro facile, dovendosi districare tra le migliaia
di segnalazioni che giungono alla centrale di polizia.
Ogni cittadino è convinto di aver individuato
il serial killer: è il vicino di casa che
torna tardi la notte, è il cognato antipatico
appassionato di armi da fuoco, è quel ragazzo
strano che passa le notti al bar e al quale non
piacciono le ragazze.
Ognuno di questi sospetti deve essere controllato,
ogni segnalazione va verificata, e così il
lavoro dell'Operation Omega ne esce completamente
rovinato e complicato.
Mentre gli investigatori compiono il loro titanico
lavoro, senza cavare un ragno dal buco, il Figlio
di Sam si sente onnipotente, tutta quella pubblicità
lo fa sentire importante.
Decide così di scrivere una lettera a Jimmy
Breslin, un importante reporter del Daily News:
"Un saluto dalle crepe sui marciapiedi di
NYC, e dalle formiche che vi dimorano, e che si
nutrono del sangue secco che si deposita nelle crepe.
Un saluto dalle grondaie di NYC (New York City),
piene di merda di cane, di vomito, di vino stantio,
di piscio e di sangue. Un saluto dalle fogne di
NYC, che inghiottono quelle delicatezze quando queste
sono spazzate via dai camion della spazzatura.
Non pensate che solo perché è un po'
che non mi faccio sentire, io sia andato in letargo.
No, al contrario, sono ancora qui. Come lo spirito
che vaga nella notte. Triste, affamato, raramente
mi fermo; ansioso di pregare Sam.
Sam è un triste ragazzo. Non vuole che smetta
di uccidere fino a che non si riempirà di
sangue. Cosa pensi accada, Jim, il 29 Luglio? Voi
potete dimenticarmi, perché a me non interessa
la pubblicità. Ma non dovete dimenticare
Donna Laurie, e non lasciate che la gente lo faccia.
Perché lei era un ragazza deliziosa.
Non sapendo cosa ci porta il futuro, posso mai sapere
se ti rivedrò al prossimo lavoro, o se tu
vedrai me metter mano al prossimo lavoro? Ricorda
Miss Laurie. Grazie. Nel loro sangue e dalla fogna,
la Creazione di Sam. 44"
Questa è la parte di lettera che il quotidiano
manda alle stampe. Un'altra parte, su insistenza
della polizia, viene omessa. Essa recita: "Qui
ci sono alcuni nomi che potrebbero aiutarvi. Passateli
all'ispettore per uso del NCIC (National Crime
Information Centre). Loro hanno qualunque cosa sul
computer, qualunque. Potrebbero collegare altri
crimini. Forse potrebbero fare delle associazioni.
Duke of Death. Wicked King Wicker. I ventidue discepoli
dell'Inferno. E in ultimo, John Wheaties,
violentatore e strangolatore di giovani ragazze.
P.S. muovetevi, pensate positivo, fatevi coraggio,
bussate alle bare, ecc."
Sulla lettera vengono ritrovate delle impronte digitali
parziali. Non sono fondamentali per la cattura,
ma possono servire per i confronti, ogni qual volta
venga arrestato un sospetto.
Il 10 giugno 1977, Jack Cassara di New Rochelle,
trova nella propria cassetta della posta una lettera
da parte di un certo Carr di Yonkers.
"Ciao Jack, ho saputo che sei scivolato giù
dal tetto di casa tua. Volevo solo dirti che mi
dispiace, ma sono sicuro che presto ti sentirai
meglio, più forte e sano di prima: per favore,
fai più attenzione la prossima volta. Fino
al momento in cui ti rinchiuderai per lungo tempo,
facci sapere se Nann ha bisogno di qualcosa. Sinceramente,
Sam e Francis."
Allegato al messaggio c'è la foto del
suo pastore tedesco, recentemente ucciso a colpi
di pistola.
Cassara però non è mai caduto dal
tetto né ha mai conosciuto questi Francis
e Sam Carr. Insospettito, l'uomo si mette
in contatto con i Carr e decidono di incontrarsi.
I Carr si ricordano bene delle strane lettere ricevute
sul loro cane Labrador e delle minacce di farlo
zittire.
Mentre le due famiglie si mettono in contatto con
la polizia (che non gli darà molto peso),
il 19enne Stephen Cassara si ricorda di uno strano
ragazzo, tale David Berkowitz, che aveva affittato
da loro una stanza nel 1976. Non era mai ritornato
per riprendersi i 200 dollari del deposito di sicurezza
e si lamentava sempre del cane.
Negli stessi giorni il detective Craig Glassman, vicino di casa di David Berkowitz, riceve una lettera che vaneggia sull'esistenza di una setta demoniaca formata dallo stesso Glassman, dalla famiglia Cassara e dai Carr. La lettera è una prova sicura che Berkowitz è una persona alquanto strana, ma non lo può collegare agli omicidi del Figlio di Sam. Mandare lettere di questo tipo è infatti considerato legale e la polizia non può fare altro che annotare nei propri computer l'indirizzo di David, il numero di registrazione della sua Ford Galaxy ed il fatto che la sua patente è stata sospesa.
Il 26 giugno 1977, alle 3 di mattina, la giovane
Judy Placido chiede al suo accompagnatore, Sal Lupo
se la può riportare a casa. Si trovano al
The Ephas, una discoteca del Queens. Il locale è
praticamente deserto, la paura del Figlio di Sam
è alta in tutto il quartiere.
Una volta montati in macchina, i due si mettono
a discutere proprio sull'assassino e, proprio
mentre stanno per ripartire, qualcuno li aggredisce
a colpi di pistola. Per fortuna se la caveranno
con delle lievi ferite alle braccia.
Per uno strano scherzo del destino, Coffey era di
pattuglia da quelle parti pochissimi minuti prima
dell'accaduto.
Si avvicina intanto il 29 luglio 1976, l'anniversario
La lettera che l'assassino ha mandato al reporter
faceva presagire che quel giorno ci sarebbe stato
un altro omicidio e la paura in città è
alta. I giornali mettono in guardia l'intera
cittadinanza, mentre gli uomini Omega piombano in
agitazione: come evitare che venga uccisa un'altra
donna quella notte? Sono tantissime in città
e l'omicida colpisce a caso.
Coffey propone addirittura di parcheggiare nei quartieri
a rischio delle macchine con vetri anti-proiettile.
All'interno di esse vorrebbe disporre degli
agenti "accompagnati" da manichini femminili.
Quella del 29 luglio 1977 è una notte di
tensione, nervosismo e attesa, ma non succede assolutamente
niente. Non è questa la data prescelta dal
Figlio di Sam per "festeggiare" il proprio
anniversario di morte, ma il 31 luglio 1977. Quel
giorno l'omicida esce di casa per compiere
quello che sarà il suo ultimo omicidio.
La giovane Stacy Moskowitz e il suo ragazzo Bobby
Violante sono seduti nella macchina del padre di
lui. Sono andati a vedere un film e hanno deciso
di terminare la serata lì, in una macchia
tranquilla vicino a Gravesend Bay.
"Che ne dici di fare una passeggiata nel parco"
propone Bobby.
Stacy ha paura: "E se Son of Sam fosse nascosto
là da qualche parte?"
"Siamo a Brooklyn, non nel Queens! Dai, vieni!"
Bobby la spunta e porta la sua ragazza a spasso
nel parco. È quasi riuscito a strapparle
un bacio, quando Stacy scorge qualcosa tra i cespugli
e si lamenta nuovamente: "C'è
un uomo che ci sta spiando!"
Bobby si gira di scatto, ma l'uomo corre a
nascondesi tra le auto parcheggiate. Stacy è
spaventata, vuole salire in macchina per scappare
da lì. Anche il suo ragazzo vuole salire
in macchina, ma per fare "qualcosa d'altro".
Mentre i due sono impegnati a baciarsi, viene sparato
un colpo, seguito subito da altri due: Bobby è
stato colpito due volte alla faccia, Stacy una volta
alla testa.
Una volta soccorsi e portati all'ospedale,
i due ragazzi finiscono sotto i ferri per 38 ore.
Stacy non ce la fa e muore, Bobby perde l'occhio
sinistro mentre la vista dell'occhio destro
è ridotta al 20%.
Il 3 agosto 1977, Chamberlain e Intervallo, i due
agenti che avevano registrato i dati di David Berkowitz,
decidono di procedere le indagini in questa direzione. Si tratta di una iniziativa personale ma avrà
i suoi frutti.
Dagli archivi scoprono che Berkowitz corrisponde
più o meno alla descrizione che i testimoni
hanno fatto del Figlio di Sam. Emerge inoltre che
Berkowitz ha lavorato per la IBI Security nel Queens
e quindi ha sicuramente qualche conoscenza delle
armi da fuoco. In seguito, proprio nel periodo del
primo omicidio, aveva fatto il tassista nel Bronx,
ma le agenzie di taxi che operano nella Grande Mela
sono talmente tante che è impossibile contattarle
tutte.
Il capo dei due poliziotti è entusiasta del
loro lavoro e tutto il materiale raccolto viene
dirottato all'Operation Omega.
C'è inoltre una testimone oculare,
un'immigrata austriaca, che assicura di essere
sfuggita da un'aggressione poco prima dell'ultimo
omicidio. Un uomo ha estratto una pistola dopo averle
sorriso nel parco, ma lei è riuscita a scappare.
Mentre Glassman, i Carr e i Cassara provano vanamente
a farsi notare dalla polizia con la loro storia
di lettere minacciose e cani ammazzati, vengono
esaminate tutte le multe effettuate nel quartiere
dove abita l'ultima testimone oculare: tra
queste ce n'è una indirizzata alla
Ford Galaxy di Berkowitz. Ormai è fatta.
Il 10 agosto 1977, gli agenti Shea, Strano, Gardella
e Falotico vengono messi a sorvegliare il 35 di
Pine Street, dove David Berkowitz vive. Mano a mano
che passano le ore aumenta il numero dei poliziotti
presenti, tutti vogliono partecipare all'arresto
del famigerato Figlio di Sam.
Solo dopo 19:30 un maschio bianco si decide a uscire
dalla palazzina, e sembra proprio diretto verso
l'auto di Berkowitz. La polizia lo circonda
e Falotico, estratta la pistola, comincia a interagire
con lui:
"David, stai fermo dove sei!"
"Siete la polizia?"
"Sì. Non muoverti."
Incredibile ma vero, non si tratta del Figlio di
Sam, ma di Craig Glassman, lo sceriffo che come
abbiamo detto è un vicino di casa dell'assassino.
Passano molte ore prima che qualcun altro esca nuovamente
dalla palazzina. È un uomo molto grande,
con i capelli scuri, che si dirige lentamente verso
il parcheggio, portando con se una busta di carta.
Questa volta gli agenti aspettano che monti sulla
vettura per accerchiarlo.
È Gardella a puntargli contro l'arma
e a gridare: "Fermo! Polizia".
L'uomo esegue gli ordini molto lentamente
e con un sorriso stampato sulla faccia.
"Ora che ti ho preso, mi potresti dire chi
ho preso?" chiede Falotico.
"Lo sai" risponde cortesemente l'arrestato.
"No, non lo so, dimmelo tu.."
Ancora sorridendo stupidamente, l'uomo si
decide finalmente a rispondere: "Sono Sam.
David Berkowitz."
EPILOGO
Durante gli interrogatori Berkowitz risponde a tutte
le domande cortesemente e candidamente. Con una
calma olimpica racconta ogni dettaglio degli omicidi e, alla fine della sessione, augura cortesemente
la buona notte ai poliziotti.
Gli psichiatri convocati dalla difesa classificano
David Berkowitz come un paranoico schizofrenico,
condotto in ulteriori difficoltà dal suo
isolamento e dall'impossibilità di
riuscire a imbastire rapporti umani. La sua mente
malata gli ha creato una vita ciclica composta da
tre fasi: una prima fase di tensione e nervosismo,
provocati dai demoni, poi l'omicidio, la seguente
calma e quindi nuovamente la fase di tensione.
Forse è per questo che al momento dell'arresto
David era così sorridente e felice: in prigione
nessun cane demoniaco può andare a chiedergli
un pegno di sangue.
Come al solito, il processo viene vinto comunque
dall'accusa, riuscita a dimostrare che David
non è malato di mente, ma è semplicemente
un po' nevrotico.
La condanna è di 365 anni di carcere, da
scontare nel carcere Sullivan Correctional Facility
di Fallsburg, a New York.
Nel 1979 un certo Ressler, veterano dell'FBI,
intervista in prigione David Berkowitz e riesce
a raccogliere nuovi particolari interessanti.
Il Figlio di Sam racconta che pedinava abitualmente
le donne di notte perché per lui era un'avventura
davvero eccitante. Se durante la serata non trovava
una vittima interessante, tornava sui luoghi dei
delitti precedenti, per rivivere le sensazioni e
le immagini degli omicidi. Se invece la vittima
c'era, l'omicidio era per lui una sorta
di esperienza erotica. Amava soprattutto tornare
il giorno dopo, per vedere le tracce di sangue e
di gesso sull'asfalto, immagini che lo accompagnavano
mentre si masturbava.
Questa sua mania era talmente forte che dovette
resistere più volte alla tentazione di prendere
parte ai funerali delle vittime, limitandosi a passeggiare
nei dintorni delle centrali di polizia, nella speranza
di cogliere nei discorsi dei poliziotti qualche
riferimento ai suoi crimini, oppure ispezionando
i cimiteri alla ricerca delle lapidi delle vittime,
senza successo.
Infine l'idea della lettera alla polizia e
al reporter, David l'avrebbe tratta semplicemente
dalla storia di Jack lo Squartatore, e "Son
of Sam" sarebbe semplicemente il soprannome
che ha scelto per sé.
Queste nuove rivelazioni mettono in dubbio tutta
la storia dei demoni, anche se vanno prese con le
pinze: potrebbero essere un modo di Berkowitz per
apparire rinsavito e ottenere la libertà
condizionata.
Comunque sia, secondo Ressler i demoni sarebbero
soltanto una copertura, poiché Berkowitz
non vuole ammettere la vera motivazione che lo ha
spinto a uccidere: il risentimento nei confronti
della propria madre che lo ha dato in affidamento
e la sua difficoltà a instaurare relazioni
con le donne.
Il 9 luglio 2002 si è tenuta la prima udienza per il rilascio sulla parola. David Berkowitz, ormai 49enne, ha deciso di non partecipare e non vuole nemmeno vincere il processo per ottenere la libertà condizionata. Ecco le sue parole al giudice: "Mi sentivo pieno di ansia. Ho pensato che era meglio per le famiglie che io non venissi per niente, e dopo essermi guardato dentro, nell'anima, e dopo aver pregato molto, ho deciso di venire davanti a voi e scusarmi. Non cerco la libertà. Non sento di meritarla."
Parole che non ci saremo mai aspettati di ascoltare
da un serial killer. Dopo i primi anni, nei quali
è stato un carcerato problematico, Berkowitz
è infatti cambiato radicalmente, convertendosi
al Cristianesimo. Il merito è di un altro
prigioniero, tale Rick, che, a dire di Berkowitz,
avrebbe scaldato il suo cuore di pietra con le parole
di Gesù Cristo.
Dopo la conversione l'ex Figlio di Sam è
diventato un carcerato modello, ha riconosciuto
i propri crimini e prova rimorso, aiuta i suoi compagni
e fa da assistente al cappellano dell'istituto
penitenziario, è inoltre iscritto al secondo
anno di un corso universitario. Gestisce anche il
proprio sito ufficiale, Forgivenforlife.org, dove
tiene una sorta di diario personale, dall'infanzia
a oggi. Un sito che sembra uscito dalla mente di
un santone o di un prete, leggere per credere!
Nel 2004 gli è stata nuovamente negata la
libertà condizionata, poiché secondo
la commissione il grande dolore, la sofferenza e
la rabbia che ha inflitto alle famiglie e alla comunità
sono ancora vive. Il rilascio non terrebbe quindi
conto della gravità dei crimini commessi,
e verrebbe meno al rispetto della legge. La prossima
udienza sarà nel 2006, David Berkowitz avrà
53 anni, nel frattempo prega e cura il suo sito.
C'è comunque chi mette in dubbio la
sua nuova personalità, convinto che sia un
metodo per ottenere la libertà.
Recentemente, ispirandosi alla storia di David Berkowitz,
il regista Spike Lee ha girato un film, "S.O.S.
The Summer Of Sam".
"Non riesco a capire cosa sia accaduto. È
stato un incubo. Ero tormentato nella mente e nello
spirito. La mia vita era senza controllo e ancora
oggi non posso fare altro che rammaricarmi per quello
che è accaduto. […] La mia mente non
era a posto, pensavo di essere un soldato del diavolo
e credevo a un sacco di cose folli, come la bibbia
satanica che leggevo. […] Non cerco la libertà.
Non ci credo più. Ho accettato la mia sentenza
e la punizione che ne è conseguita. Ammetto
di meritare di restare in carcere per il resto della
mia vita. Non cerco nemmeno la vostra pietà,
voglio solo mostrarvi come mi sento e in cosa credo.
[…] Spero che ciò che ho scritto possa
portare nella vostra vita un po' di conforto
e tranquillità. Grazie, che Dio possa benedirvi."
(Brani tratti da Forgiven For Life, sito ufficiale
di David Berkowitz)
DANIELE DEL FRATE 03-02-2005
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